martedì 23 giugno 2009

IMPRESAMIA.IT-CRISI - Appello al Governo del meccanotesile: siamo soli


Contrazione degli ordini del 40% per il meccanotessile italiano, secondo produttore mondiale
Le imprese meccanotessili ce la mettono tutta, ma occorre che Governo e banche facciano il loro dovere. Così afferma Sandro Salmoiraghi (nella foto), presidente di Acimit, l'Associazione che rappresenta i costruttori italiani di macchine tessili, in una letter aperta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e ai ministri Giulio Tremonti e Claudio Scajola per sottolineare la necessità di non lasciare sole le imprese dell'industria delle macchine tessili. In un momento in cui il meccanotessile italiano, secondo produttore mondiale, subisce una contrazione degli ordini del 40%, le aziende sono impegnate a riorganizzarsi per poter giungere al momento della ripresa più competitive, senza disperdere il capitale di conoscenze, umano e tecnologico, che ha contribuito in modo determinante al successo del settore. Nella lettera aperta Acmit chiede al Governo iniziative di carattere economico e legislativo, che siano in grado di traghettare il sistema produttivo italiano dalla crisi alla ripresa. Nel frattempo, però, si deve constatare che il Governo e le banche non stanno aiutando le imprese. Dopo che il Decreto-legge n. 185 ha abolito la commissione di massimo scoperto, gli istituti bancari hanno prontamente introdotto con decisione unilaterale nuove commissioni che di fatto rappresentano costi forse anche piu' alti della commissione stessa. ''In aggiunta agli interessi al tasso debitore su saldi di scoperto per valuta - sottolinea Salmoiraghi- vi è un'ulteriore commissione, tra lo 0,9% e l'1,5% trimestrale, che ora va pagata anche per i fidi richiesti e non utilizzati. Ma anche il Governo ci mette del suo. Nella lettera si legge che il Decreto n. 185, definito ''anticrisi'', non prevede agevolazioni per gli investimenti, come reiteratamente richiesto dalle imprese, ne' modifica, come piu' volte richiesto da Confindustria, la disciplina relativa all'indeducibilita' degli interessi passivi, con il risultato di tassare anche quanto pagato, come interessi, dalle imprese''.

IMPRESAMIA.IT-LAZIO - Crel: economia sana con Pil annuo in crescita


Il rapporto sarà anche la base per il censimento della povertà nel Lazio
Con una crescita annua dell'1,85%, il Pil del Lazio contribuisce per l'11% alla formazione del Pil nazionale. Non solo, il dato del Lazio rappresenta un 70% in più della media delle altre Regioni italiane. Un’economia sana, quindi, come dimostrano i dati del 2008, presentati oggi da Giacomo Troja, presidente del Consiglio Regionale Economia e Lavoro (Crel), che ha illustrato il primo rapporto elaborato proprio dal Crel spiegando come il rapporto sia “la base per impostare politiche di sviluppo dell'economia e dell'occupazione, nonché per dotare il Lazio di un sistema di welfare capace di governare vecchie e nuove povertà". Infatti, il rapporto, coordinato da Carlo Travaglini dell'Università Roma Tre, è molto importante per la Regione che intende lanciare il censimento della povertà, per approntare misure concrete per la lotta alle tante povertà.Dai dati del rapporto Crel emerge la diversa condizione economica e sociale delle cinque province del Lazio: dopo Roma, che contribuisce con oltre l'80% alla formazione del Pil regionale, la provincia più ricca si conferma essere quella di Latina, seguita da Frosinone, Viterbo e Rieti. Inoltre, la provincia pontina è la più giovane dal punto di vista demografico, mentre l'indice di vecchiaia (rapporto tra numero di anziani ogni cento giovani) complessivo del Lazio è del 141%, un po' meno del dato nazionale attestato sul 142,8%.Ben sei i capitoli e gli ambiti sui quali il Crel ha posto l'attenzione: l'economia regionale; popolazione, lavoro e welfare; ambiente il sistema energetico e il sistema dei rifiuti; programmazione e pianificazione; la finanza pubblica regionale; semplificazione amministrativa e tutela del consumatore.“Il rilancio dello sviluppo nella Regione – ha commentato l'assessore all'Economia, Luigi Nieri - passa anche attraverso le politiche messe in atto dalla Giunta per il risanamento ella finanza pubblica, in particolare con il piano di rientro dal deficit della Sanità".In un messaggio inviato da Bruxelles, il presidente del Consiglio Regionale del Lazio Guido Milana, eletto al Parlamento Europeo alle recenti elezioni del 6 e 7 giugno, conferma la validità del rapporto, "con particolare riferimento alla maggiore interazione tra politiche regionali e politiche europee, in un rinnovato rapporto tra Europa e Regioni".

IMPRESAMIA.IT-CAMERA - E' legge dello Stato il decreto Abruzzo


Ricostruzione prima casa, contributo mutui e incentivi per le piccole imprese
Il decreto legge per la ricostruzione dell'Abruzzo diventa legge dello Stato con il via libera da parte dell'Aula della Camera. I voti a favore sono stati 261, i voti contrari 226 e le astensioni 9. L'opposizione ha votato contro il provvedimento che era stato già approvato dal Senato e non sono entrati nel decreto i contributi per la ricostruzione delle case dei non residenti e il rimborso agli enti locali per i mancati introiti dovuti alla sospensione dei pagamenti dei tributi. Confermato anche lo spostamento del G8 all'Aquila.Tra le principali misure ci sono: un contributo del 100% a fondo perduto per la ricostruzione della casa principale; lo Stato potrà subentrare nei mutui di chi ha subito danni dal terremoto fino a un importo di 150mila euro. In contemporanea la proprietà dell'immobile passerà a Fintecna; la realizzazione di moduli abitativi per sistemare i senzatetto e un contributo fino a 10mila euro per la riparazione di danni degli edifici lesionati in modo lieve. Per le imprese ci sono indennizzi per la riparazione e ricostruzione di beni mobili distrutti o danneggiati e per il ripristino delle scorte andate distrutte e per il ristoro di danni derivanti dalla perdita di beni mobili strumentali ed è possibile che arrivino anche sotto forme di zone franche urbane. A partire dal 2010 è istituito un fondo ad hoc per le misure anti-sismiche nelle di 965 milioni di euro fino al 2016 di cui 44 per il primo anno. Dal prossimo luglio inoltre saranno in vigore le nuove norme anti-sismiche per l'edilizia.Viene cancellata quindi la proroga prevista nel 'milleproroghe' che faceva slittare le disposizioni al 30 giugno 2010. Le aree destinatarie del decreto sono gli ambiti territoriali che, sulla base dei rilievi effettuati dalla Protezione civile, risultano essere stati colpiti da una scossa sismica pari o superiore al 6° grado della scala Mercalli, cioè i 49 Comuni del cosiddetto 'cratere' che si trovano in Provincia di L'Aquila, Teramo e Pescara. Inoltre per le esigenze operative della protezione civile e dei vigili del fuoco, viene assicurata una spesa di 1,5 milioni di euro per il 2009 e 8 milioni di euro annui a decorrere dal 2010. A copertura del dl si prevedono 1,152 miliardi di euro per il 2009. Il resto dei finanziamenti è spalmato fino al 2032, mentre a decorrere dal 2033 si prevedono finanziamenti per 2,9 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunte altre risorse previste dal decreto, dai Fas alla lotta all'evasione, che non sono però esattamente quantificateInfine, sale a un euro la posta minima per le new-slot, scende invece dall'8 al 4% il prelievo erariale sugli incassi dei giochi con la possibilità però di un graduale aumento in futuro.

lunedì 22 giugno 2009

IMPRESAMIA.IT-FISCO - Entro fine giugno contributi fai-da-te


Il 1° trimestre 2009 va pagato entro il 30 giugno: il ritardo annulla il versamento
Conviene usare la contribuzione volontaria solo quando non c'è altro mezzo per avere la pensione. Infatti, tali contributi costano cari ma rappresentano un buon investimento per chi ha perso il lavoro e può maturare con qualche anno di versamenti volontari il diritto alla pensione di anzianità.Per i lavoratori dipendenti, le aliquote contributive sono divise in due fasce tra chi è stato autorizzato a versare prima e chi dopo il 31 dicembre 1995. Per i secondi il contributo è più alto: il 31,37% della retribuzione di riferimento (32,87% per le quote eccedenti i 40.765 euro). L'aliquota salirà ancora con scatti biennali dello 0,50%, finché non raggiungerà il 33% pagato oggi dai lavoratori in attività. Per entrambe le categorie esiste una retribuzione base pari al 40% del trattamento minimo di pensione. Per artigiani e commercianti i contributi sono agganciati a otto classi di reddito con le stesse aliquote (del 20% e del 20,09%) previste per i soggetti in attività. Nel 2009 la spesa minima per coprire un anno con i versamenti volontari è di 2.847,96 euro per gli artigiani e di 2.860,80 per i commercianti. Pagano meno i collaboratori sotto i 21 anni (le aliquote sono ridotte di tre punti in percentuale). Dal 1° gennaio è scattato un nuovo rincaro dei contributi volontari anche per gli iscritti alla gestione separata per via dell'aumento dal 24 al 25% stabilito dalla legge 247/07 per i soggetti in attività.Da qualche anno i versamenti volontari sono diventati più appetibili grazie agli incentivi fiscali. Le somme versate all'ente di previdenza possono essere interamente dedotte dal reddito imponibile. Il bonus può essere sfruttato anche per il familiare che risulta fiscalmente a carico. Se per esempio la moglie casalinga non ha redditi, del risparmio di imposta può beneficiare il marito. Ciò vale a maggior ragione se l'autorizzazione ai versamenti è stata rilasciata entro il 20 luglio 2007. In questo caso il lavoratore può beneficiare della clausola di salvaguardia prevista dalla legge 247/07 che permette ancora l'uscita con le vecchie regole (57 anni di età e 35 di contributi). Il primo trimestre del 2009 si deve pagare entro il 30 giugno. Ex dipendenti, autonomi e parasubordinati devono versare i contributi ogni tre mesi con i bollettini di conto corrente postale che l'Inps invia a domicilio con l'importo già prestampato (si può pagare anche online sul sito www.inps.it-servizi on line, sezione il cittadino). Basta un giorno di ritardo per vedersi annullare il versamento. Le somme pagate saranno rimborsate o a richiesta accreditate al trimestre successivo, ma il buco sul conto assicurativo resta. Non può essere più colmato ai fini della pensione.

IMPRESAMIA.IT-CAMERA - Fava (Lega): togliere l'Enea dal caos


Ristabilire il corretto funzionamento anche in vista del disegno di legge n. 1441-ter-B
Valutare l'opportunità di procedere al commissariamento immediato dell'Enea. Con questa richiesta il deputato della Lega Nord Padania, Giovanni Fava (nella foto), ha sollevato la "questione Enea" in X Commissione, Attività produttive, commercio e turismo, della Camera dei deputati. Qual'è il problema? Nonostante il regime di ordinaria amministrazione dell'Ente, sembra che siano in preparazione documenti per il Consiglio di amministrazione, relativi a modifiche organizzative e nuove nomine, in particolare per l'agenzia per l'efficienza energetica. Per capire meglio riportiamo uno stralcio dell'intervento di Fava.Nonostante le rassicurazioni rese dal Governo in merito alla vigilanza sull'operato dell'Enea affinché, nelle more dell'approvazione del disegno di legge C. 1441-ter-B, che tra l'altro tende a ridefinire la missione operativa dell'Ente, i vertici dello stesso non svolgano attività che esulano dall'ordinaria amministrazione e che vadano a modificare la sua struttura organizzativa, risulta, al contrario, che in seno al medesimo Ente si stiano svolgendo attività organizzative assai profonde e tali da non corrispondere alle future e più strategiche competenze del nuovo Enea. Gli organi di vertice dell'Enea starebbero decidendo assegnazioni di incarichi, nomine dirigenziali, posizioni apicali dell'Ente e misure di pre-pensionamento del personale che travalicano le funzioni di ordinaria amministrazione.In data 14 aprile i sindacati hanno evidenziato al ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, che il decreto ministeriale 31 marzo 2006, n. 165, attuativo del decreto legislativo n. 257 del 2003 sul riordino della disciplina dell'Enea, prevedeva una struttura organizzativa di primo e di secondo livello che avrebbe dovuto consentire una maggiore efficienza ed una maggiore capacità di sviluppo, propedeutico anche al rilancio dell'Ente dal punto di vista programmatico, gestionale ed amministrativo, nonché garantire una presenza più attiva ed autonoma dei Centri di ricerca dell'Enea con riferimento alle problematiche del territorio in tema di energia, ambiente ed innovazione tecnologica: detta struttura, a tutt'oggi, non è ancora stata resa operativa ed il funzionamento complessivo dell'Ente è garantito da una struttura costituita a dicembre 2001. Si tratta della quarta proroga e la prossima scadenza è fissata al 30 giugno 2009.In questo contesto la dirigenza dell'Enea ha avviato le procedure per la contestazione formale dell'incarico attribuito al direttore generale facente funzioni che risulterebbe, tra l'altro, privo di esperienza gestionale di alto livello e mancante dei requisiti. Inoltre, il Consiglio di amministrazione nella seduta del 18 maggio scorso ha deliberato di "avviare il necessario ricambio della dirigenza dando mandato al direttore generale di applicare l'articolo 72 della legge n. 133 del 2008 e l'articolo 6 della legge n. 15 del 2009, assumendo come criterio in tutti i casi in cui vi sia una discrezionalità dell'Amministrazione di procedere al collocamento a riposo al compimento di quaranta anni di effettivo servizio". Tutto in mancanza di qualsiasi forma organizzativa che assicuri il proseguimento delle attività dell'Ente, eppure ladelibera è stata resa esecutiva con grande sollecitudine, ponendo in ferie d'ufficio i dirigenti "in uscita dall'Ente" sulla base dell'anzianità contributiva quarantennale: in particolare sono stati allontanati il capo dipartimento "fisica e nuovi materiali" ed il direttore della Funzione centrale che si occupa di "pianificazione attività e bilancio" con la sostanziale assunzione in capo al direttore generale di cinque centri di responsabilità (Direzione generale, Direzione risorse umane, Funzione centrale pianificazione bilancio, Dipartimento biotecnologie, Dipartimento fisica e nuovi materiali) a fronte dei nove previsti dalla legge di riordino n. 257 del 2003.Il contenzioso tra il management e il vertice, anche in vista della prossima scadenza degli incarichi, nonché il contenzioso tra lo stesso Enea e dipendenti, causato dalla difforme applicazione del Contratto collettivo nazionale integrativo 2002-2005 rende indispensabile ristabilire un clima di serenità e di corretto funzionamento, soprattutto con la prospettiva di anticipare il regime organizzativo e la missione operativa che il Parlamento auspica per l'Ente, così come nel merito prevede il predetto disegno di legge n. 1441-ter-B.

IMPRESAMIA.IT-REGIONI - Fitto: su Ilva accordo per adeguamento


Pagano (PdL): legge regionale della Puglia troppo restrittiva e ostacola Ilva Taranto
Una legge regionale della Puglia causa difficoltà operative al centro siderurgico di Taranto. Almeno secondo il deputato Alessandro Pagano (PdL) che ha posto un'interrogazione in merito ai limiti fissati dalla legge della Regione Puglia n. 44 del 2008 per le emissioni nell'aria di diossina e furani da parte di insediamenti industriali siderurgici che ostacola l'attività del centro siderurgico di Taranto. Secondo Pagano " il centro siderurgico di Taranto si stava dotando delle migliori tecnologie disponibili per mitigare il proprio impatto ambientale": quindi l'applicazione della legge regionale "produce l'effetto di porre il centro siderurgico in gravi difficoltà produttive ed occupazionali e nell'impossibilità di sostenere la concorrenza delle altre aziende siderurgiche europee e mondiali". Motivi, ad avviso del deputato, validi, ai sensi dell'articolo 127 della Costituzione, per sollevare la questione di legittimità Costituzionale della legge regionale della Puglia n. 44 del 2008, dinanzi alla Corte costituzionale.All'interrogazione ha risposto il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto (nella foto). Pubblichiamo quì di seguito una sintesi della risposta.La legge regionale della Puglia n. 44 del 2008 ha dettato norme, che, finalizzate alla tutela della salute, dell'ambiente e del territorio, pongono limiti alle emissioni in atmosfera di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani. Essa, in particolare, individua l'ambito di applicazione e dei valori limite di emissione nell'atmosfera per i gas di scarico e detta disposizioni in materia di vigilanza e controllo, imponendo ai gestori degli impianti, fonte di emissione di detti gas, di elaborare un piano per il campionamento dei gas di scarico e di presentano all'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Puglia (ARPA). I limiti massimi di emissione delle specifiche sostanze inquinanti previsti dalla norma regionale sono apparsi sensibilmente più bassi (0,4 nanogrammi a metro cubo) rispetto a quanto stabilito dalla normativa nazionale contenuta nel codice dell'Ambiente di 10 nanogrammi. Sulla base di tali norme, a partire dal 1o aprile del 2009, gli stabilimenti in esercizio, come quello dell'Ilva di Taranto, avrebbero dovuto abbattere le emissioni dal livello attuale fino a 2,5 nanogrammi al metro cubo. Le previsioni regionali sono apparse particolarmente problematiche in considerazione del fatto che l'imposizione di limiti così restrittivi in tempi brevi avrebbe comportato la probabile chiusura di impianti e stabilimenti produttivi, con la inevitabile perdita di numerosi posti di lavoro e quindi con un forte impatto sul tessuto economico e sociale della zona. Per tali ragioni è pervenuto un articolato esposto da parte dell'Ilva di Taranto. Dopo numerosi incontri di mediazione si è pervenuti a un accordo che ha posto le basi per la modifica di alcune parti della legge regionale che consentono di calcolare il valore delle emissioni su base annuale attraverso una procedura basata su almeno tre campagne di misurazione annuale: il valore di emissione derivato da ciascuna campagna sarà ottenuto decurtandolo dell'incertezza pari al 35% del valore stesso. Entro la fine del 2009 l'Ilva, da una parte, ed il Ministero dell'Ambiente e l'Arpa regionale, dall'altra, produrranno uno studio di fattibilità congiunto sull'adeguamento del sito di Taranto ai valori d'emissione stabiliti dalla legge regionale.Sulla base di detto Accordo, il Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2009 ha quindi deliberato la non impugnativa della legge regionale.

IMPRESAMIA.IT-IMPRESE - Boom conciliazioni: nel 2008 +45%


Unioncamere: al Mezzogiorno la palma d’oro del ricorso alla giustizia alternativa
Nel 2008 è stata superata la quota di 20mila per le conciliazioni gestite dalle Camere di commercio. Infatti, le 14.051 dell’anno precedente sono divenute 20.246 nel 2008, con un incremento del 45% rispetto al 2007. A dare un contributo essenziale alla diffusione di questa forma extragiudiziale di composizione delle controversie, il settore delle telecomunicazioni e il Mezzogiorno, le cui 15mila conciliazioni rappresentano oltre il 70% del totale (nel 2007 erano il 65,5%). I dati dell’attività in materia di giustizia alternativa sono stati comunicati nell’ambito del convegno “La conciliazione in materia civile e la mediazione penale”, organizzato da Unioncamere.“Con l’iniziativa di oggi - ha sottolineato Costantino Capone, presidente della Camera di Commercio di Avellino (nella foto), intervenuto in rappresentanza di Unioncamere - intendiamo attivare un dialogo con il sistema giudiziario, con il mondo accademico e con il Governo su un tema importante come quello della conciliazione civile e penale in Italia, confrontandoci anche con l’esperienza del sistema francese. La situazione della giustizia nel nostro Paese - ha continuato Capone - impone una ulteriore diffusione delle modalità alternative ed extragiudiziali. Il Governo e il Parlamento hanno dimostrato una importante sensibilità in questa direzione con la riforma della giustizia approvata lo scorso 26 maggio e contenente una delega al Governo in materia di mediazione civile e commerciale. Questo è lo spirito - ha concluso - con cui il sistema camerale anni fa ha deciso di investire in modo significativo, costituendo una rete capillare di Sportelli di conciliazione e di Camere arbitrali e investendo fortemente anche nella diffusione della conoscenza di questi strumenti”.

IMPRESAMIA.IT-IL CASO - La donna che vuole rilanciare gli altipiani


Caseificio degli Altipiani e del Vezzena: il presidente è Marisa Corradi
Da qualche giorno, a Lavarone, il Caseificio degli Altipiani e del Vezzena ha un presidente donna. "Quello che mi è stato affidato è un incarico di grande responsabilità - ha commentato la neo-presidente Marisa Corradi - perché il settore dell’allevamento, in Trentino, non gode di un momento di particolare favore. Sono figlia e moglie d’arte – ha affermato Corradi che vive e lavora nella frazione di Cappella, dove assieme a suo marito Fulvio, è titolare di un’azienda che conta una settantina di capi - sia la mia famiglia e quella di mio marito contano, nel mondo zootecnico e lattiero caseario, una considerevole tradizione”.Tra gli obiettivi della presidente neo-eletta uno sembra essere più importante di altri. ”La mia intenzione, condivisa dai colleghi consiglieri, è chiara: creare una piena collaborazione tra tutti gli attori del panorama economico degli altipiani. Mi riferisco, ad esempio, agli allevatori - ha continuato Corradi - ma anche agli operatori turistici e agli albergatori. Questo perché l’unità e l’intercooperazione credo siano destinate a portare beneficio a tutti. Accanto a questo altrettanto importante sarà mantenere alto il livello qualitativo delle nostre produzioni puntando alla valorizzazione del Vezzena, formaggio identitario del nostro paniere”. Il Caseificio degli Altipiani e del Vezzena è nato dalla fusione tra il caseificio di Lavarone e quello di Folgaria e Costa nel 2005. La struttura raccoglie gran parte del latte degli altipiani che viene trasformato prevalentemente in formaggio Vezzena, venduto presso i nostri due spacci, di Costa e Lavarone.

IMPRESAMIA.IT-CRISI - Pacchetto fiscale nel prossimo CdM


Non ancora certa la decisione su scudo fiscale e detassazione utili reinvestiti
La manovra punta a fornire nuovi stimoli alle piccole e medie imprese colpite dalla crisi economica. Andrà all'esame del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo 26 giugno il decreto legge con il nuovo pacchetto fiscale di sostegno alle imprese, compreso il "premio di occupazione" per chi non licenzia. Conterrà, come annunciato dal ministro dello Sviluppo Claudio Scajola (nella foto), un aumento della soglia di compensazione fra crediti e debiti verso la pubblica amministrazione, mentre non è ancora stato deciso se inserire o meno lo scudo fiscale sulla riemersione dei capitali portati illecitamente all'estero. Ce ne sarebbero per 550 miliardi di euro, usciti illegalmente per sfuggire all'attenzione del fisco o per nascondere il frutto della corruzione e di attività criminali: di questi, 300 sarebbero in Svizzera, 100 in Lussemburgo, una quarantina a Montecarlo e gli altri sparsi. E sembra che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, si appresti a varare un nuovo provvedimento per il rientro dei capitali esportati illegalmente, al fine di ridare fiato all'economia italiana provata dalla crisi, provvedimento che piace alle banche che vedono nella regolarizzazione dei capitali illecitamente esportati all'estero un canale alternativo per rifornirsi di liquidità. Inoltre, secondo lo schema illustrato dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, l'intervento non dovrebbe essere oneroso per le casse dello Stato perché verrebbe erogato direttamente alle imprese l'assegno della Cig che il lavoratore otterrebbe in caso di messa in mobilità. Un'altra ipotesi prevede di trasformare i sussidi in capitale a disposizione di chi voglia aprire una partita Iva e avviare un'impresa. Infine, Tremonti non si è ancora pronunciato sulla detassazione degli utili reinvestiti, una proposta della Confindustria. In merito al bonus fiscale per le imprese che non licenziano, Diana Bracco, ex presidente di Assolombarda e vicepresidente di Confindustria, ha detto che " è giusto che le imprese siano aiutate nel loro sforzo di investire" e ha giudicato come "ampie, approfondite e facilmente accessibili" le misure approntate dall'Esecutivo sul fronte occupazionale.

IMPRESAMIA.IT-CONVEGNI - Lo sviluppo ha bisogno dell'agricoltura


In Italia, sono 23 le Facoltà di Agraria: 8 al nord, 5 al centro, 7 al sud e 3 nelle isole
C'è sempre più consapevolezza sul ruolo dell'agricoltura che non può essere subalterno alle altre attività. Anche per il reale contributo che riesce a dare alla valorizzazione di tutto il sistema agro-alimentare, allo sviluppo sostenibile dei territori rurali, all’equilibrio tra i paesaggi rurali e quelli urbani, all’affermazione di una reale condizione di equità sociale ed economica per qualsiasi abitante della terra. Di fronte a questa rinnovata centralità del settore primario, anche il ruolo delle Facoltà di Agraria ottiene una nuova valorizzazione che, per diventare pienamente effettiva, deve impegnare le Facoltà stesse ad essere protagoniste di un processo di rinnovamento indirizzato sempre più a creare una forte coerenza tra le proprie attività istituzionali e le competenze necessarie all’agricoltura moderna per svolgere il ruolo multifunzionale. Occorre però un rinnovamento perché l'Università possa guidare un nuovo modello di sviluppo e perché ciò sia possibile è necessario che l’intero sistema paese si impegni per rendere concreto un modello di sviluppo in cui i ricercatori, le imprese, le istituzioni, i cittadini, le associazioni culturali, i lavoratori di un dato sistema locale possano confrontarsi costantemente, per far sì che lo sviluppo derivi dal processo di diffusione delle conoscenze e delle innovazioni, ma anche dalle interdipendenze sociali e culturali che si stabiliscono all’interno del sistema e di quelle che sistema e soggetti hanno con l’ambiente esterno. Se si pensa che in Italia sono 23 le Facoltà di Agraria (8 al nord, 5 al centro, 7 al sud e 3 nelle isole), si capisce come sia urgente individuare con chiarezza le nuove linee guida per rendere questi studi una reale guida per tanti giovani che vogliono contribuire allo sviluppo del Paese. E vale un dato per tutti: negli ultimi tre anni, ogni anno si sono iscritti mediamente circa 27.000 studenti con 4.000 laureati ogni anno. A tale fine, la Conferenza dei Presidi ha organizzato il Convegno dal titolo “Le Facoltà di Agraria per lo sviluppo del Paese” per raccogliere le considerazioni e le esigenze delle parti interessate, in modo da poter avviare la programmazione di azioni utili a potenziare la visibilità e l’efficacia delle competenze scientifiche presenti nelle Facoltà di Agraria. Il convegno si svolgerà a Roma, il 23 giugno 2009, a partire dalle ore 9,00, presso la “Sala Parlamentino” dell’Ispettorato Generale del Corpo Forestale dello Stato (via Giosuè Carducci, 5).

IMPRESAMIA.IT-LIBRI - Gusto e percorsi della Terra di Bergamo


Sei itinerari e descrizione dei prodotti tipici e tradizionali
Per promuovere il turismo enogastronomico, Agripromo ha editato “Itinerari del Gusto nella Bergamasca". La pubblicazione - in italiano e in inglese per i turisti stranieri - ha un formato tascabile di 64 pagine in cui vengono proposti sei itinerari percorribili in uno o più giorni e descritti i prodotti tipici e tradizionali bergamaschi presenti sul territorio. “La Terra di Bergamo - ha spiegato il presidente di Agripromo, Carlo Mangoni - non ha solo enormi testimonianze storiche, artistiche e paesaggistiche, ma possiede anche un patrimonio enogastronomico legato alle più antiche tradizioni della cultura rurale del territorio. Una produzione di eccelsa qualità che nulla ha da invidiare ai marchi più conosciuti. Con i sei itinerari di questa pubblicazione - ha continuato Mangoni - i primi di una collana che pensiamo di ampliare in futuro, Agripromo intende promuovere il turismo enogastronomico in continua e costante evoluzione coniugando arte e tradizioni. In un contesto come quello attuale in cui periodicamente e sempre con maggior frequenza ci vengono comunicate frodi e contraffazioni alimentari e prodotti di basso profilo igienico-sanitario provenienti da territori in cui i controlli non sono conformi alle normative europee - ha concluso il presidente - assicuriamo che quanto è presentato in questa pubblicazione va ben oltre gli standard qualitativi imposti dalle norme comunitarie. Alimenti realizzati con materie prime genuine, frutto del grande amore per il proprio lavoro e di quell’enorme attaccamento che gli imprenditori bergamaschi hanno nei confronti della loro terra, della loro cultura e delle loro tradizioni”. I sei capitoli con ampia documentazione fotografica riguardano: la Val Seriana fino a Gromo; i Castelli della pianura bergamasca; la Valle Brembana; la zona dell’Isola; la Valcalepio e il romantico Sebino e l’Alta Valle Seriana da Clusone fino a Schilpario. I testi sono di Enrico Silva, mentre le foto, oltre che di Enrico Silva, sono di Morgan Marinoni e dell’archivio fotografico Momacomunicazione. Il coordinamento editoriale è di Ivana Persico. La pubblicazione è in distribuzione gratuita presso la sede di Agripromo, via Borgo Palazzo 128, 24125 Bergamo. Chi la volesse ricevere via posta a casa, la può richiedere ad Agripromo inviando 5,00 euro come rimborso spese spedizione.

venerdì 19 giugno 2009

IMPRESAMIA.IT-MADE IN ITALY - Dop alla gialla Pagnotta del Dittaino


Nelle zone di produzione Il grano duro è stato da sempre utilizzato per la panificazione
Viene dalle zone interne della Sicilia, quest'ultima Dop che va al pane di grano duro che dura una settimana. E la storia della Pagnotta del Dittaino è la storia del suo grano duro, l'unica coltura che è stata in grado, nel corso degli anni, di garantire alla popolazione agricola locale occupazione ed equi redditi. Questo è il prodotto siciliano iscritto nel Registro comunitario delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea. “Il riconoscimento della Pagnotta del Dittaino Dop conferma la straordinaria capacità di una regione, con una tradizione enogastronomica straordinaria, di dar vita a prodotti d’eccellenza riconosciuti in tutto il mondo. È la dimostrazione che la Sicilia porta un contributo importante alla storia del nostro Made in Italy”. Questo il commento del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia (nella foto) alla notizia del riconoscimento comunitario alla Pagnotta del Dittaino, prodotta in provincia di Enna e di Catania che si distingue in particolare per la consistenza della crosta e per il colore giallo tenue ed alveolatura a grana fine compatta e uniforme della mollica. Le caratteristiche della “Pagnotta del Dittaino” Dop sono strettamente determinate dalle caratteristiche morfologiche e pedo-climatiche della zona di produzione, che sono riferibili e quindi strettamente correlate al grano duro che interviene come materia prima principale e predominante nel processo di produzione.

IMPRESAMIA.IT-EXPORT - Mosca: è di scena il Made in Italy


Primavera italiana ai Grandi Magazzini GUM, il 22 e 23 giugno
Il mercato russo, nonostante la crisi internazionale, rimane una delle piazze di business più dinamiche. Con un marcato interesse per cibi e alcolici. Un'occasione da non perdere per promuovere l'eccellenza gastronomica italiana che sarà presentata lunedì e martedì prossomi. all'interno dei prestigiosi Grandi Magazzini GUM sulla Piazza Rossa di Mosca, con la manifestazione "Primavera Italiana"."L'obiettivo di una iniziativa come Primavera Italiana – ha spiegato Domenico Zambarelli, Presidente del Gruppo Next – è quello di promuovere e rafforzare tra i consumatori locali l'immagine del Made in Italy e di portare nel mercato russo un carrello assortito di prodotti alimentari italiani, rafforzando i contatti commerciali già esistenti ed avviandone di nuovi Gastronomia del GUM mostra peraltro un continuo interesse all'acquisizione di prodotti alimentari forniti da produttori provenienti da diverse regioni italiane. La Primavera Italiana – ha sottolineato ancora Domenico Zambarelli - rappresenta una vetrina eccezionale per tutti i produttori italiani desiderosi di affermarsi nel mercato russo. È importante sostenere azioni mirate di BTL (Below the Line) e di sampling, per permettere ai prodotti del Made in Italy di entrare in contatto diretto con i clienti, favorendo così l'esaltazione delle loro straordinarie qualità".Il progetto Primavera Italiana verrà rappresentato a Mosca da Nextreklama del Gruppo Next in Russia, e prevede la collaborazione di STM (Service Trade Marketing) e il patrocinio della Camera di Commercio Italo-Russa. Gruppo Next e STM hanno inoltre provveduto a fornire alcune delle aziende italiane partecipanti della certificazione obbligatoria GOST (Gosudarstbennyj Standart – State Standard), permettendo l'adeguamento dei prodotti italiani al diverso quadro regolamentare russo.

IMPRESAMIA.IT-EVENTI - Puglia: all'insegna dell pesca eco-sostenibile


Dal 22 al 28 giugno, a Monopoli, una settimana tra gastronomia, cultura, premi e convegni
Primo standard per la pesca eco-sostenibile e la riforma della politica comunitaria della pesca. Inoltre, il nuovo regolamento Ue sull'acquacoltura biologica e un interessante incontro sull'agricivismo, ossia i nuovi rapporti tra agricoltura e città: ecco i temi portanti dei workshop del BiolFish, manifestazione internazionale incentrata sull'acquacoltura biologica e la pesca sostenibile, la cui seconda edizione si terrà dal 22 al 28 giugno a Monopoli, centro costiero a Sud di Bari, con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole. Tra produzione, mercato e collettività, una settimana di eventi che oltre ai momenti di studio vedrà alternarsi gastronomia, cultura, iniziative e premiazioni, in collegamento col Premio Biol, la kermesse mondiale di olivicoltura bio da cui il BiolFish è scaturito, all'insegna della valorizzazione del territorio e delle sue produzioni tipiche. Patrocinato dal Ministero delle politiche agricole, il BiolFish 2009 è organizzato dal Comune di Monopoli col supporto di Coispa tecnologia e ricerca, Cibi (Consorzio italiano per il biologico), Consorzio Puglia natura e Premio Biol.Durante la settimana i partecipanti all'evento, provenienti anche dai paesi del Mediterraneo, discuteranno di relazioni fra comunità costiere, ambiente naturale e produzioni ittiche. Analizzeranno, inoltre, il ruolo dei sistemi di certificazione, anche alla luce dell'entrata in vigore, avvenuta a gennaio, del nuovo regolamento Ue sul biologico, che include norme di produzione per l'acquacoltura bio in tutte le fasi della produzione e migliora il sistema di controllo. "L'obiettivo di fondo, spiega il coordinatore Pino Lembo, è promuovere nei cittadini e nelle istituzioni la consapevolezza che la pesca, come l'agricoltura, condotte con metodi e principi ispirati alla tutela e conservazione della biodiversità e delle risorse naturali, aiutano a vivere meglio e a diminuire l'impatto dell'uomo sulle condizioni ambientali della terra".Il programma prevede eventi di varia natura, con l'obiettivo di rappresentare il territorio attraverso l'area costiera e dei pescatori come quella rurale e dei contadini. Non a caso lo slogan è "La Terra sposa il Mare". Sul versante gastronomico, si va dalle "Officine del gusto", laboratori di degustazione del pesce e riconoscimento della qualità dei prodotti ittici, ai "Menù BiolFish", appuntamenti culinari ogni giorno, a pranzo e a cena, con menù a base di materie prime bio e da pesca sostenibile, proposti dai ristoratori di Monopoli, ai laboratori di analisi sensoriale di cibi vari. Grande appuntamento finale, "Il pesce in piazza": degustazioni per tutti i visitatori con il coinvolgimento della comunità dei pescatori di Monopoli.

IMPRESAMIA.IT-WELFARE - Imprese: premio a chi garantisce il lavoro


Bonus per le imprese che riprendono i cassaintegrati o non utilizzano in cassa integrazione
Incentivi per le aziende che non ricorrono alla Cig e per quelle che riprendono i cassaintegrati. Un provvedimento, proposto dal ministro del Welfare che, secondo quanto ha spiegato lo stesso ministro Maurizio Sacconi (nella foto), sarebbe allo studio del Governo nell'ambito di un nuovo pacchetto anticrisi da varare a breve.. L'annuncio è stato fatto a margine della celebrazione dei 50 anni del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed. ''Noi potremmo incentivare anche attraverso una sorta di premio di occupazione la scelta di riportare dentro l'azienda il cassaintegrato con modalità che vedremo - ha annunciato Sacconi - un incentivo ad hoc che andrebbe anche al datore di lavoro che non mette in cassa integrazione''. L'obiettivo ''è fare in modo che anche con il calo della produzione ci possa essere il mantenimento delle persone nell'ambito dell'attivita' aziendale - ha spiegato il ministro - magari con attività formative, e che si possa incoraggiare il rientro del cassaintegrato. Allo stesso modo si può incoraggiare in modo generalizzato la possibilità per il cassaintegrato di capitalizzare i sussidi che riceve nel momento in cui vuole intraprendere un'attività autonoma''. Secondo quanto si apprende, gli incentivi per le aziende che non ricorrono alla Cig riguarderebbero un conguaglio di contributi con l'Inps.Il ministro ha anche aggiunto che "il dato di disoccupazione al 9% segnalato dall'Istat è un dato inferiore rispetto a quel che potevamo temere. Credo che questo significhi che funziona il mantenimento diffuso del rapporto di lavoro attraverso i contratti di solidarieta' e la Cassa integrazione".

IMPRESAMIA.IT-WEEKEND - Lazio: vini dei laghi italiani a Bracciano


Festival dei vini prodotti sulle sponde dei laghi italiani a Bracciano dal 19 al 21 giugno
Valorizzare i vini e i laghi come territorio, storia, cultura, e realtà di eccellenza per l'Italia. Venti laghi, dall'Alto Adige alla Sicilia, più di cento vini prodotti nelle vicinanze dei territori lacustri con degustazioni, conferenze, seminari, mostre, concorsi, concerti, proiezioni e laboratori sulla cucina di pesce d’acqua dolce. Tutto questo è Laghidivini, il festival, che si terrà a Bracciano (nella foto) dal 19 al 21 giugno, ha l’ambizione di diffondere la conoscenza dei laghi italiani mettendo in evidenza le loro ricchezze archeologiche, naturalistiche ed enogastronomiche. In queste tre giornate sarà possibile “degustare” i laghi attraverso i vini di territorio, lasciandosi catturare dalle immagini dei laghi. Le meravigliose realtà lacustri vi saranno presentate anche attraverso l’aiuto di sommeliers, che vi intratterranno sulle differenti produzioni vitivinicole che insistono nei territori dei relativi bacini idrografici. Un invito a degustare i vini attraverso appositi tavoli, uno per ogni lago, presso il cinquecentesco Chiostro degli Agostiniani. Possibilità di assaggiare piatti a base di pesce di acqua dolce, di degustazioni guidate di prodotti enogastronomici di eccellenza ed, inoltre, seminari, laboratori, proiezioni di filmati, conferenze, mostre, concorsi e concerti in tema. L'evento organizzato con il patrocinio del consiglio regionale del lazio, Arsial, la provincia di Roma, comune di Bracciano ed il consorzio lago di Bracciano.

IMPRESAMIA.IT-WEEKEND - Piemonte: paesaggio rurale come identità


Festival del paesaggio agrario a Vinchio d'Asti dal 19 al 21 giugno
Costruito dal lavoro dell'uomo, il paesaggio rurale è anche patrimonio culturale, estetico e simbolico. E il Festival intende evidenziare proprio la connessione tra agricoltura di qualità, tutela dell'ambiente e identità del paesaggio rurale, valorizzando il paesaggio in quanto patrimonio ambientale, culturale ed economico della comunità. Il presupposto,infatti, è che l'agricoltura e l'ambiente siano elementi costitutivi e indissolubili della produzione di qualità, utili per sperimentare possibilità di intervento economico equilibrato, nuove prospettive di formazione e opportunità di lavoro, contribuendo alla valorizzazione della civiltà contadina.Le colline dell'Astigiano possono rappresentare in questo senso un microcosmo interessante su cui intessere una riflessione generale. Sorte dal mare milioni di anni fa, sono state plasmate dal lavoro contadino, che ha rispettato la loro fragilità, che le ha conservate con opere naturalistiche, che ha adattato le colture al clima e alla qualità del terreno, rendendole un paesaggio di natura e di lavoro unico nel suo genere, candidato al riconoscimento di patrimonio dell'umanità da parte dell'Unesco.La modernizzazione della produzione, l'introduzione di nuove tecnologie nella coltivazione, la modificazione delle colture, le regole della commercializzazione, il proliferare di nuove costruzioni abitative e di uso agricolo e soprattutto la progressiva cementificazione del suolo hanno modificato profondamente la conduzione millenaria della piccola proprietà, le modalità di vita e di coesione della comunità rurale e hanno trasformato il paesaggio agrario, con problemi di salvaguardia dell'ambiente. Diventa quindi urgente una riflessione, in cui coinvolgere gli amministratori, sulla tutela e la riqualificazione del paesaggio rurale anche in campo architettonico e urbanisticoIl Festival del paesaggio agrario propone incontri, confronti, mostre, documentari, spettacoli, passeggiate nella Riserva naturale della Valsarmassa sugli "Itinerari letterari di Davide Lajolo" e degustazioni dei prodotti tipici del territorio. Interverranno esperti, amministratori, studiosi e operatori in campo agricolo, naturalistico, ambientale, paesaggistico, urbanistico e architettonico, esponenti di associazioni agricole e ambientaliste. Gli incontri si concluderanno con la presentazione di manifesti programmatici, come contributi alla progettazione di linee di intervento e di operatività sul territorio.La progettazione e la direzione del Festival sono a cura di Laurana Lajolo, presidente Associazione culturale Davide Lajolo, in collaborazione con l'assessorato all'Agricoltura Regione Piemonte, Asti studi superiori - Centro studi per lo sviluppo rurale della collina, Cantina di Vinchio Vaglio, Comune di Vinchio, Corintea, Ente Parchi Astigiani, Istituto nazionale di urbanistica, Leader Asti, Legambiente, Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti, Ordine degli agronomi, Osservatorio del paesaggio per l'Astigiano e il Monferrato, Provincia di Asti e i comitati per la difesa del territorio.

IMPRESAMIA.IT-MOSTRE - Tutela e utilizzo acqua in ambito produttivo


Seconda edizione della mostra convegno internazionale ACQUARI a Veronafiere dal 20 al 22 ottobre
La gestione sostenibile delle risorse idriche è una sfida per il prossimo futuro anche per il settore produttivo. E', infatti, necessario adottare le migliori pratiche per ridurre l'impatto su queste fonti limitate. Per affrontare queste e altre tematiche di rilievo, all’interno di ACQUARIA - la Mostra Convegno Internazionale delle Tecnologie per l’Analisi, la Distribuzione e il Trattamento dell’Acqua e dell’Aria, torna a Veronafiere dal 20 al 22 ottobre 2009 per la sua seconda edizione- sono in programma un importante calendario di corsi, convegni e seminari tecnico-scientifici, costruito con la collaborazione delle principali associazioni di categoria, e una serie di workshop tecnico-applicativi a cura delle stesse aziende espositrici.Tra questi, vale la pena di segnalare la giornata di studio a cura della Fast (Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche) dedicata proprio alla “Tutela e utilizzo delle risorse idriche in ambito produttivo”, a cui è prevista la partecipazione di operatori di riferimento e importanti aziende operanti nel settore.Il seminario della Fast si pone come un’occasione per un aggiornamento delle normative nazionali sulla tutela delle acque (Dlgs 152/06 e s.m.i.) e sui relativi adempimenti per un uso sostenibile delle risorse idriche, senza tralasciare i controlli legati al loro impiego in ambito produttivo. Oggetto di analisi sarà anche il quadro normativo e il Piano Tutela delle acque della Regione Veneto, che consentiranno di mostrare i dati inerenti il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee e i fenomeni di inquinamento più comuni nel territorio Veneto.La giornata offre inoltre l’opportunità di conoscere alcune esperienze aziendali nella gestione sostenibile delle risorse idriche, con case histories in cui saranno evidenziati gli adempimenti e le autorizzazioni necessarie per poter operare, nonché le sanzioni previste in materia di tutela delle acque dall’inquinamento. E sempre in questo ambito, verrà affrontato anche il tema del trattamento dei reflui industriali.

IMPRESAMIA.IT-IL CASO - Peppone d'oggi e la polizza contro i licenziamenti


Il battagliero sindaco romagnolo stipula una polizza destinata a fare epoca
L'idea c'è l'ha avuta il sindaco di un piccolo paese per tutelare i suoi concittadini-lavoratori .Detto fatto, Enzo Baldazzi (nella foto), sindaco di Sogliano del Rubicone, un paesino in provincia di Forlì Cesena, ha stipulato con Net Insurance la prima polizza assicurativa contro la perdita del lavoro. "Di fronte alla crisi si fanno molte parole - spiega il sindaco - mentre io ho portato a casa un risultato fattivo per i cittadini-lavoratori di Sogliano. E mi pare un esempio che potrà avere imitatori, in modo da rispondere a bisogni urgenti e a necessità pressanti che toccano le famiglie e le collettività. La polizza costerà 33.000 euro alle casse comunali ed è finanziata con i proventi generati dalla discarica gestita dal Comune stesso". La polizza anti-disoccupazione rappresenta una soluzione assicurativa del tutto nuova, destinata ad operare in forma diretta, finalizzata a coprire le perdite economiche che il lavoratore a tempo indeterminato subisce in conseguenza del licenziamento da parte del datore di lavoro. L'indennizzo assicurativo - 400,00 euro mensili per ciascun lavoratore colpito dal licenziamento - non sostituirà le obbligazioni e le prestazioni che, in caso di licenziamento, restano a carico del datore di lavoro, dell'Inps o di altri enti di natura pubblica o privata, ma opererà in via integrativa per consentire il mantenimento del tenore di vita e la tenuta del bilancio economico familiare del lavoratore colpito dalla perdita del lavoro

IMPRESAMIA.IT-TURISMO - Italia desiderata ma la quota si riduce


Unioncamere: flessione contenuta e migliori prospettive per 2010
La crisi non intacca il nostro primato: 8 turisti su 10 sognano un viaggio in Italia (ma solo 3 su 10 lo fanno). Le richieste della destinazione Italia, infatti, si trasformano in fatturato solo nel 34% dei casi, con una leggera diminuzione rispetto allo scorso anno, quando il venduto rappresentava il 35,6%. Nel 2009, un viaggio in Italia è stato richiesto all’80,9% dei Tour operator europei e all’89% di quelli statunitensi. Una flessione più decisa ha riguardato il mercato del Vecchio Continente (88,7% il dato del 2008), più contenuta quello americano (93% lo scorso anno). Malgrado l’evidente appeal del nostro Paese, i progetti di viaggio in Italia si trasformano in viaggi venduti solo nel 34% dei casi, con una flessione di 1,6 punti percentuali rispetto a quanto registrato nel 2008. E’ quanto emerge dalla analisi sull’andamento del turismo organizzato, curata da Unioncamere–Isnart, in collaborazione con l’Osservatorio nazionale sul turismo."La crisi investe anche il turismo, ma la flessione del nostro Paese a livello internazionale è tutto sommato contenuta - ha evidenziato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello (nella foto) - Questo è dovuto anche agli sforzi che stanno facendo le imprese del settore. Le politiche di contenimento dei prezzi degli hotel, soprattutto di categoria superiore, sono state una scelta efficace per fronteggiare il calo generalizzato della domanda. Non dimentichiamo poi che le previsioni di vacanza degli italiani sembrano migliorare. Al momento, già 22,6 milioni di connazionali hanno pianificato una vacanza. Di questi tempi, nel 2008, l’avevano fatto solo 16 milioni. Insomma - ha continuato il presidente - la buona richiesta del prodotto Italia proveniente dal resto del mondo, unita all’aumento del numero di turisti italiani, inducono a sperare si confermi quanto meno l’andamento dello scorso anno, in attesa di una ripresa nel 2010. Restano, comunque, molte potenzialità ancora non sfruttate del settore turistico, che, insieme al suo indotto, incide per il 9,7% sul Pil nazionale. Ecco perché, soprattutto in questa fase, è indispensabile potenziare la promozione dell’immagine del Paese. Inoltre, una politica di riduzione dell’Iva - ha concluso Dardanello - analoga a quella adottata da Francia e Spagna, potrebbe funzionare come leva per non lasciare l’intero peso della riduzione dei prezzi sulle spalle delle imprese”.Questa sostanziale tenuta assume un valore particolare se inquadrata all’interno di un calo internazionale dei viaggi organizzati, che colpisce molto severamente alcuni dei nostri più diretti competitor. E’ il caso della Spagna che, se si considera la domanda europea, risulta fortemente penalizzata. Seconda dopo l’Italia dal 2006, scende quest’anno al terzo posto con il 32,4% di consensi, circa 10 punti percentuali in meno del 2008. Tiene al contrario la Francia (36,1% le richieste nel 2009, erano il 34% nel 2008), confermandosi al secondo posto, mentre aumenta la quota di clientela che richiede la Germania (22,7% contro il 17,6% del 2008) e l’Austria, che, con il 17,3%, si aggiunge alla classifica delle prime 5 destinazioni richieste ai grossisti dell’intermediazione internazionale.La sensazione degli operatori, comunque, è che la stagione a livello internazionale non sarà delle migliori. Nel complesso, per il 2009, il 62,6% dei Tour operator segnala una diminuzione della domanda mondiale dei viaggi organizzati, il 25,9% indica una stabilità mentre l’11,5% un aumento.Migliori le prospettive per il 2010. Se per il 45,8% degli operatori del turismo organizzato le richieste di viaggio in Italia resteranno stabili, per il 40,7% aumenteranno. Solo il 13,5% indica una diminuzione.