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giovedì 1 ottobre 2009

IMPRESAMIA.IT-WEEKEND - Balsamico: a Spilamberto si cuoce il mosto


Dal 2 al 4 ottobre si cuoce il mosto destinato a diventare Aceto balsamico tradizionale di Modena
Come ogni anno a Spilamberto, in provincia di Modena, nel primo finesettimana di ottobre, le strade del borgo si riempiono degli aromi della bollitura del mosto: da venerdì 2 a domenica 4 ottobre nella patria dell'Aceto balsamico tradizionale di Modena si celebra un momento fondamentale della realizzazione del prezioso prodotto. Su grandi fuochi, dentro a grandi paioli, il succo d'uva viene cotto lentamente ad una temperatura che non deve superare i settanta gradi, sino alla sua riduzione ad un mezzo o anche ad un terzo del suo volume iniziale. Dopo questo rito, la base del Balsamico è pronta per essere pazientemente invecchiata in botti di legno diverso, di grandezza a scalare, fino all'ottenimento dei sapori, degli odori e dei colori caratteristici di uno dei prodotti gastronomici più pregiati al mondo. Il Museo dell'aceto balsamico tradizionale in collaborazione con il Comune di Spilamberto, la Consorteria dell'aceto balsamico tradizionale di Modena e le "Botteghe di Messer Filippo", organizza, in occasione del rito della cottura del mosto, la kermesse "Vetrine motori e balsamici sapori". La manifestazione comincia venerdì 2 con l'apertura del mercatino dei prodotti biologici ed equosolidali. Nel tardo pomeriggio gli alpini sfilano per le vie del centro storico e organizzano degustazioni di prelibatezze tipiche della zona. In serata è proiettato "Terra madre", film documentario in cui Ermanno Olmi espone il proprio punto di vista sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali ad esso correlate.Sabato 3 i visitatori possono assistere al rito dal quale prenderà vita il prezioso Balsamico: la cottura del mosto a cielo aperto, nei caratteristici "paioli" governati, a fuoco lento, dai maestri delle 15 Comunità che aderiscono alla Consorteria. Nella splendida cornice del borgo di Spilamberto si possono osservare tutti i passaggi che precedono le ulteriori fasi di preparazione dell'Aceto balsamico tradizionale di Modena e partecipare alle degustazioni guidate di Balsamico tenute dai maestri della Consorteria. Sarà possibile assaggiare anche altre eccellenze gastronomiche del territorio. Domenica 4 la kermesse si apre con il mercatino degli animali di bassa corte anche se i protagonisti sono i motori: l'associazione "Le botteghe di messer Filippo" raduna una serie di auto di prestigio, da quelle d'epoca fino a quelle elaborate, trasformando per qualche ora le vie del paese in una passerella per le regine delle strade del passato e del futuro. Quest'anno per la prima volta saranno ospiti della manifestazione alcuni rappresentanti dei Musei del gusto, delle Fattorie didattiche e dei Consorzi più importanti del nostro territorio. Inoltre l'associazione Cavalieri del fiume rievocherà antiche ricette del 1200 che hanno come ingredienti i nostri prodotti tipici. Per tutto il weekend Spilamberto ospiterà inoltre le aziende agricole del territorio e la vendita diretta dei loro prodotti, laboratori per bambini, spettacoli, laboratori del gusto, iniziative culturali e tanta musica.

mercoledì 10 giugno 2009

IMPRESAMIA.IT-MADE IN ITALY - Quota 63 Igp con Aceto Balsamico Modena


Confagricoltura presente a Tuttofood con una campagna di informazione sui prodotti a denominazione

Via libera della Ue al marchio di Indicazione geografica protetta per l’Aceto Balsamico di Modena. "Un risultato importante - ha commentato in una nota Confagricoltura - che arriva dopo un iter durato oltre tredici anni e che rappresenta il giusto riconoscimento di uno dei più apprezzati prodotti agroalimentari del nostro Paese. Da non confondere con l’Aceto Balsamico Tradizionale, che è già una Dop". Ma che differenza c’è tra i due marchi? Dop (Denominazione d’Origine Protetta) identifica un prodotto la cui produzione, elaborazione e trasformazione hanno tutte luogo in un’area geografica determinata e caratterizzata da una perizia riconosciuta e constatata. Igp (Indicazione geografica Protetta) un prodotto in cui almeno una delle fasi produttive avviene una determinata area. Pur nelle loro differenze, entrambi, offrono la massima garanzia europea in termini di trasparenza, sicurezza, genuinità. Proprio per far conoscere al grande pubblico il significato e la differenza tra i marchi a denominazione, Confagricoltura sta realizzando un progetto di comunicazione triennale finanziato con il contributo della Ue e dello Stato italiano.
Dopo aver trattato nel 2007 i prodotti DOP e nel 2008 quelli IGP, la campagna intende ricapitolare, in questo 2009, il patrimonio di eccellenza qualitativa, di rigore produttivo e di capacità imprenditoriale insito in tutti i prodotti agro-alimentari a qualità normata, con un focus particolare sui prodotti Stg (Specialità Tradizionale Garantita). L’Italia è il primo Paese per numero di prodotti certificati: 178 su 856 (pari al 21% del totale), così suddivisi: 115 Dop, 62 Igp e 1 Stg. Al marchio Stg è dedicato lo stand di Confagricoltura a Tuttofood, la Fiera milanese dell’agroalimentare (pad. 24P/1 – stand L03/M04) , in cui è possibile ricevere tutte le informazioni sulla campagna e partecipare a originali degustazioni a base di mozzarella Stg (l’unico prodotto oggi riconosciuto in Italia) in abbinamento a prodotti Dop e Igp .
Secondo lo studio dell’Ismea: “Tendenze recenti del mercato delle DOP e IGP” del settembre 2008, il mercato dei prodotti a qualità normata, negli ultimi anni, è in continua crescita, sia come numero di denominazioni e di prodotti in attesa di riconoscimento, sia dal punto di vista della produzione e del giro d’affari. In particolare, nel 2007 il fatturato dei prodotti certificati IGP, DOP e STG ha toccato i 5,608 miliardi di euro alla produzione e i 9,742 miliardi al consumo: rispettivamente +11,5% e +5,9% sul 2006; +24,9% e +15,7% sul 2005. Dal punto di vista quantitativo, le tonnellate prodotte sono state 1.827.646, pari a +26,74% sul 2006.
Significativo anche il costante aumento registrato nell’ultimo triennio del fatturato esportato: da 883 milioni di euro nel 2005 a 1,103 miliardi nel 2006, a 1,368 miliardi nel 2007 (+24,1% rispetto al 2006 e +54,9% sul 2006), pari al 14% del totale del fatturato al consumo. Di tutto l’export, nel 2007 più dei 4/5 sono stati destinati ai Paesi dell’Unione Europea, mentre il resto è stato venduto nei Paesi terzi.