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mercoledì 29 luglio 2009

IMPRESAMIA.IT-ENERGIA - Prima rete prodotta da biomasse agricole


Confagricoltura: impegno di 546mila imprese su risorse energetiche e impatto ambientale
Il mondo agricolo vuole favorire lo sviluppo di impianti fotovoltaici, a biogas e a biomasse, tanto che presto sarà operativa la prima rete per produrre energia da biomasse di origine agricola con 170 megawatt di potenza installata in 120 imprese, per 600 milioni di investimento. "Le imprese che si riferiscono a Confagricoltura credono nel capitolo energetico per la diversificazione dell’attività e del reddito, in un ottica di contenimento dei costi, aumento della competitività e recupero della domanda energetica, che è in grado di dare un contributo determinante al processo di sviluppo del Paese”. Lo ha affermato Federico Vecchioni (nella foto), presidente dell’Organizzazione agricola al primo posto in Italia per rappresentatività dei datori di lavoro nel settore, intervenendo alla presentazione del Rapporto Enea “Energia e ambiente 2008”.Al presidente di Enea, Luigi Paganetto, che sottolineava come investire in tecnologie legate alle nuove frontiere dell’energia può essere la via per uscire dalla crisi economica, Vecchioni ha annunciato che 120 imprese associate realizzeranno la prima rete di produzione energetica da biomasse di origine agricola, con un investimento di 600 milioni di euro e 170 megawatt di potenza installata. Una risposta operativa al “green new deal”, che ha come obiettivo la correzione dei maggiori squilibri del sistema in fatto di risparmio e abbattimento della CO2.

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martedì 28 luglio 2009

IMPRESAMIA.IT-CONSUMI - In arrivo il latte frizzante Made in Coca Cola

Non si è ancora conclusa la battaglia italiana a difesa della qualità del latte
La stanno ancora testando in tre città americane ma l'ultima nata in casa Coca Cola già fa parlare di sé suscitando polemiche per via del fatto che assomiglia a un latte scremato, è dolce, aromatizzata alla frutta ed è frizzante. Il perché delle polemiche italiane è intuibile visto che si è appena conclusa al grande mobilitazione degli allevatori, organizzata dalla Coldiretti e sostenuta con forza dal ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, in difesa del latte Made in Italy e per il riconoscimento dell'obbligo di fornire ai consumatori i dati di provenienza del latte, specialmente a lunga conservazione, dei derivati e dei prodotti caseari. E il ministro il decreto l'ha presentato. Adesso la palla è alla Ue perchè aderisca alla richiesta di etichettatura d'origine obbligatoria, così com'è stato per l'olio di oliva.L'Italia va fiera dei propri prodotti di alta qualità ma le leggi di mercato sono strane, senza contare la forza di persuasione esarcitata dalle nuove mode, con il risultato che nessuno si scandaliza di questi mix "improbabili" del tipo del nuovo drink analcolico della Coca Cola. La bibita si chiama Vio ed è un insieme di latte scremato, acqua frizzante, zucchero di canna e aroma di frutta in quattro gusti: al limone, al mango e pesca, con ananas e cocco e ai frutti di bosco. (SEGUE CLICCA SUL TITOLO)

giovedì 11 giugno 2009

IMPRESAMIA.IT-CONSUMI - Due italiani su tre mangiano etico e sostenibile


Coldiretti: gli acquisti a chilometro zero danno una mano all'ambiente abbattendo la CO2
L'acquisto diretto dalle aziende agricole, la cosiddetta filiera corta, ha prodotto un +8% di fatturato. Anche perché in Italia sono saliti a 60.700 i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare direttamente, ai quali si aggiungono i mercati degli agricoltori (farmers market) aperti dalla Coldiretti dove vengono offerti prodotti locali e di stagione a chilometri zero. L'acquisto diretto dai produttori agricoli ha fatto salire il fatturato 2008 a 2,7 miliardi di euro, di cui il 43% viene destinato all'acquisto di vino in cantina, mentre il 23% all'ortofrutta, il 12% ai formaggi, il 7% a carni e salumi, il 6% all'olio di oliva e il 5% alle piante ornamentali. E' quanto afferma la Coldiretti commentando in una nota i risultati dell'indagine effettuata nel mese di aprile dalla Fondazione internazionale Dnv sui consumi alimentari, da cui risulta che due italiani su tre prediligono prodotti verdi, etici, e a zero impatto ambientale. Ma cosa vuol dire a chilometri zero? Nella nota la Coldiretti spiega che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare in tavola e spesso ci vuole più energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull'atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall'emissione di gas ed effetto serra. Quindi, secondo la Coldiretti consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a 1000 chili di anidride carbonica l'anno. Un esempio per tutti: un chilo di prugne dal Cile devono volare 12mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio che liberano 22 chili di anidride carbonica.In conclusione, la Coldiretti sottolinea che il 44% dei consumatori non acquista direttamente dai produttori perché non sa dove andare e l'88% si recherebbe in un farmers market se c'è ne fosse uno nella propria zona.

giovedì 4 giugno 2009

IMPRESAMIA.IT-CONSUMI - Energia troppo cara? E' colpa della rete



Le associazioni consumatori sollecitano Governo, Terna e Autorità dell’energia a investire di più

 CONSUMI - Energia troppo cara? E' colpa della rete
Sono davvero rilevanti i costi a carico dei consumatori per l’inefficienza della rete elettrica. E le maggiori strozzature si trovano fra Calabria e Sicilia e fra Campania e Puglia. Lo rende noto una ricerca condotta dall’Istituto Ref. (Ricerche e consulenza per l’economia e la finanza) su incarico di Consumers’ Forum nella quale appare evidente che un mancato investimento come la strozzatura tra la Calabria e la Sicilia comporta da sola un costo annuo a carico degli utenti di circa 320 milioni di euro. Fra le maggiori criticità sulla rete di trasmissione elettrica risultano i mancati investimenti sulla connessione fra la Calabria e la Sicilia, tra la Campania e la Puglia, oltre ai collegamenti tra le regioni: Piemonte-Lombardia, Emilia Romagna-Toscana, e tra Slovenia e Friuli Venezia Giulia.
Queste strozzature, definite in gergo, “congestione”, comportano maggiori perdite di rete, difficoltà a utilizzare al meglio l’energia prodotta dalle nuove centrali e quindi, di fatto, una minore concorrenza sul mercato. Investimenti che contribuirebbero ad alleviare il peso della bolletta elettrica che grava sui consumatori. Alla luce dei dati emersi dalla ricerca, Adiconsum, Acu, Lega Consumatori, Casa del Consumatore, Unione nazionale Consumatori, sollecitano il Governo, Terna ( nuova società che con la liberalizzazione gestisce la rete elettrica di trasmissione a livello nazionale - ndr) e l’Autorità per l’energia a intraprendere ciascuno le azioni di propria competenza al fine di realizzare senza altro indugio tutti gli investimenti necessari.