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martedì 1 settembre 2009

IMPRESAMIA.IT-VACANZE - Adiconsum: come chiedere il risarcimento


Spesso si tratta di veri e propri contratti con il tour operator o l'agenzia di viaggio
In tempi in cui la crisi economica e la tendenza al risparmio delle famiglie spinge verso i last minute e verso pacchetti vacanze offerti a basso prezzo, il rischio di subire raggiri, trappole e vere e proprie truffe aumenta esponenzialmente. Lo ha dichiarato in una nota Paolo Landi, segretario generale Adiconsum (nella foto). Il pacchetto turistico proposto da un tour operator e venduto da un’agenzia viaggio o last minute su un sito - ricorda nella stessa nota Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum - è un vero e proprio contratto che il consumatore stipula con l’agenzia di viaggio e con il tour operator, e quindi il danno da vacanza rovinata può e deve essere risarcito. Qui di seguito, Adiconsum presenta un breve vademecum per difendersi da trappole e raggiri e farsi risarcire del danno da vacanza rovinata: Cosa deve fare il consumatore per richiedere il risarcimento: 1. Conservare il contratto di vendita del “pacchetto turistico” che si è sottoscritto per le vacanze ed i depliant illustrativi del pacchetto. 2. Conservare i biglietti di viaggio (aerei, treni, ecc.); 3. Conservare eventuali talloncini di consegna e trasporto bagagli e il modello PIR che va compilato in aeroporto, in caso di smarrimento dei bagagli. 4. Chiedere la disponibilità alla testimonianza - in merito all’esposizione del pacchetto turistico - di persone che consigliamo portare con voi al momento dell’acquisto del pacchetto turistico e di famiglie che hanno subito i disservizi in loco durante la vacanza. 5. Fare fotografie dei luoghi (ad esempio, non corrispondenti ai luoghi illustrati sul depliant) e/o dei disservizi subiti. 6. Conservare scontrini e ricevute di tutte le spese fatte per rimediare la situazione di disagio subita. 7. Appena tornati a casa, e comunque entro 10 giorni dal rientro, inviare una lettera raccomandata a/r al tour operator e all’agenzia di viaggi, con la descrizione precisa e dettagliata dei disservizi subiti ed una richiesta di risarcimento danni. 8. Allegare alla Raccomandata le copie delle fotografie scattate e le fotocopie (gli originali vanno conservati) degli scontrini relativi alle spese sostenute. Tutta la documentazione originale deve essere esibita solo nel caso in cui si deciderà di intentare una causa. 9. Nello scrivere la raccomandata bisogna chiedere il risarcimento delle spese sostenute, ma anche fare riferimento al danno da stress psico-fisico che si è subìto e al danno “da vacanza rovinata”. 10.Nel caso in cui la controparte non accolga il reclamo, è necessario ricorrere al giudice di pace. Adiconsum ricorda inoltre che in caso di viaggi transfrontalieri i consumatori possono usufruire dell’assistenza del Centro europeo consumatori (tel. 06 44238090), voluto dalla Commissione europea e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico.

IMPRESAMIA.IT-TRASPORTI - Adiconsum: all'Enac pieni poteri di controllo


Un vademecum per i passeggeri vessati dalla perdita dei bagagli
Le vicende di questi giorni a danno dei passeggeri avvenute all’aeroporto di Fiumicino - ha dichiarato Paolo Landi, segretario generale Adiconsum - non sono che la punta dell’iceberg di un trasporto aereo sempre più incontrollato, perché privo di una reale Autorità di controllo. È indispensabile, anche per il settore trasporti, un’Autorità di regolazione in considerazione del processo di liberalizzazione e privatizzazione in atto. Adiconsum da tempo - ha continuato Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum - chiede al Governo pieni poteri di controllo e sanzionatori per l’Enac. Il crescendo della presenza delle compagnie low cost, il sistema degli appalti aeroportuali, i comportamenti sempre più “disinvolti” degli operatori del settore, richiedono regole e poteri che Enac con la legislazione attuale non ha. (CONTINUA CLICCA SUL TITOLO)

mercoledì 5 agosto 2009

IMPRESAMIA.IT-ESTATE - Pcicnic in spiaggia tra gioco e risparmio


La soluzione giusta per giovani, famiglie e comitive
Una moda che sta coinvolgendo gli italiani che devono fare i conti con il caro-vacanze, tra ombrellone, parcheggio e benzina: così quasi un italiano su cinque (20%) decide di portarsi in spiaggia panini o piatti preparati in casa. Questo almeno, secondo il campione di 560 italiani di età compresa tra i 20 e i 65 anni in procinto di partire per le vacanze e intervistati dalla rivista di cucina Alice Magazine (Sitcom Editore). Segue la scelta più classica della capatina al bar dello stabilimento balneare (19%), quindi il semplice panino fatto alla bene e meglio passando dal super mercatino di turno (17%), o il ritorno a casa, se questa non e' troppo distante dalla spiaggia (15%), per un ristoro anche dal caldo estivo e, per i piu' frugali, la leggera e sempre benefica frutta (8%) da tenere in fresco sotto la sabbia. ( SEGUE CLICCA SUL TITOLO)

mercoledì 27 maggio 2009

ESTATE - Adiconsum per i diritti dei bagnanti

Prezzi degli stabilimenti e spiagge libere, incubi delle vacanze al mare

ESTATE - Adiconsum per i diritti dei bagnanti
Inizia una nuova stagione balneare e i costi rischiano di incidere in modo anomalo sui redditi. Poiché non tutti i consumatori sono in grado di potersi permettere sdraio ed ombrelloni a pagamento, l' Adiconsum chiede al garante dei Prezzi di monitorare i prezzi degli stabilimenti balneari, mentre agli enti locali e alle Capitanerie di porto difar rispettare la normativa sulle spiagge libere.
Paolo Landi, segretario generale Adiconsum, reputa indispensabile l’attivazione di un reale e veritiero monitoraggio dei costi sopportati dai consumatori che si apprestano ad affollare le spiagge delle nostre coste, incrementando così lo sviluppo del turismo balneare.
"Troppo spesso - si legge in una nota dell'associazione - ci arrivano segnalazioni di consumatori che vedono lesi i propri diritti. Troppo spesso non è possibile usufruire di spiagge libere, non viene rispettata la legge sul libero e gratuito accesso alle spiagge, non si permette l’accesso alla battigia, non vengono pulite le spiagge con costi a carico dei Comuni oppure - viene ribadito dall'Adiconsum -  si assegnano aree demaniali molto lontane per le spiagge libere, evitando di intercalarle con gli stabilimenti privati". Infine, si chiede l'associazione, a "quando l’attivazione del portale “Sistema informativo sui prezzi degli stabilimenti balneari” della DG Concorrenza e Consumatori?