| Esposizione Internazionale dei macchinari tessili dal 6 al 10 giugno Saranno più di 100 le aziende italiane a partecipare alla Fiera Tuyap, insieme a quelle di altri 37 paesi. La Turchia è il secondo mercato a cui si è aperta l'industria dei macchinari tessili italiana. "L'alto livello di interesse è la prova dei forti legami tra i produttori di macchinari tessili italiani e turchi", ha detto Roberto Luongo, direttore dell'Istituto italiano per il Commercio Estero di Istanbul. |
giovedì 4 giugno 2009
IMPRESAMIA.IT-EXPORT – Tessile: 100 aziende in fiera a Istanbul
IMPRESAMIA.IT-G8 – Klein: nuovo codice di regole anticrisi
Il premio nobel Lawrence Klein indica la strada da percorrere
"Dedicare almeno parte del G8 di luglio a studiare l'adozione di un codice di comportamento mondiale, sarebbe un ottimo passo per ricostruire un'economia più sana". È quanto afferma il premio nobel per l'economia Lawrence Klein (nella foto) in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero.
"Penso che bisognerebbe ripescare le regole che furono applicate fra il 1913 e il 1933, come il Glass-Steagall Act, che è stato abolito nel 1999. Quella legge -spiega Klein- separava le attività bancarie da quelle finanziarie e impediva le avventure della 'finanza creativa'".
"Credo che lo choc della crisi in cui ci troviamo - conclude Klein - si stia rivelando una cura per l'ottusità, e spero che duri abbastanza da darci il tempo di rimettere in piedi quei salvagente che avevamo scioccamente buttato fuoribordo".
"Penso che bisognerebbe ripescare le regole che furono applicate fra il 1913 e il 1933, come il Glass-Steagall Act, che è stato abolito nel 1999. Quella legge -spiega Klein- separava le attività bancarie da quelle finanziarie e impediva le avventure della 'finanza creativa'".
"Credo che lo choc della crisi in cui ci troviamo - conclude Klein - si stia rivelando una cura per l'ottusità, e spero che duri abbastanza da darci il tempo di rimettere in piedi quei salvagente che avevamo scioccamente buttato fuoribordo".
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IMPRESAMIA.IT-COMMERCIO - Anche la Russia nell'Organizzazione mondiale
Lo ha reso noto il commissario europeo al Commercio, Catherine Ashton
IMPRESAMIA.IT-IMPRESE – Finmeccanica: contratto a stelle e strisce
| DRS Technologies (Finmeccanica) fornirà mini computer per esercito Usa DRS Technologies si è aggiudicata un contratto del valore di 217 milioni di dollari con l’Esercito statunitense per la fornitura di migliaia di mini computer ad alta resistenza per impieghi militari. I computer - dotati di elevata velocità di elaborazione e potenza, tali da ridurre i costi operativi dell'intero sistema - sono progettati e prodotti negli Stati Uniti, dalla divisione Tactical Systems di DRS Techonologies di Melbourne in Florida. Le consegne inizieranno quest'anno e si protrarranno fino al 2010. |
IMPRESAMIA.IT-MODA – Scajola su It-Holding: La conserveremo
Il ministro rassicura sul futuro dell’azienda
Riguardo a It-Holding (gruppo che controlla il marchio Ferrè e altri prestigiosi brand) il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola (nella foto) dà ampie rassicurazioni dopo il commissariamento dell’azienda avvenuto lo scorso febbraio. ''Ci sono notizie confortanti e c’è una condizione che mi fa ritenere che riusciremo a conservare anche questo patrimonio dell'industria italiana'' ha dichiarato il ministro a margine dell’assemblea annuale dell’Anci (Associazione Nazionale dei Calzaturifici Italiani) a Milano.
IMPRESAMIA.IT-CREDITO – Banca Sella: 5mila euro a lavoratori in Cig
Prestiti fino a 5mila euro per i lavoratori in cassa integrazione
Il Gruppo Banca Sella rilancia l’iniziativa in favore di coloro che sono in cassa integrazione, fornendo un prestito di 5mila euro senza spese, da restituire dopo un anno. Fino al 30 settembre sarà possibile chiedere il finanziamento presso tutti gli sportelli delle banche del Gruppo, in tutta Italia. Il finanziamento non prevede spese d'istruttoria e la somma richiesta, fino a un massimo di 5 mila euro, sarà rimborsata a distanza di un anno in un'unica soluzione, con un tasso di interesse attualmente del 2% (Tasso Bce più 1%). Per un finanziamento di 5 mila euro, ad esempio, vengono rimborsati dopo dodici mesi 5.100 euro (Tan e Taeg 2%). La Banca risponderà entro 48 ore dalla consegna dei documenti necessari per il finanziamento.
IMPRESAMIA.IT-MADE IN ITALY - Il ritorno della Brionvega, cult anni '60
Riproposto un pezzo unico come il Radiofonografo, interamente realizzato a mano
Una storia nata negli anni Sessanta quando anche l'innovativo design italiano fece la sua rivoluzione. Infatti era il 1965 quando i fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni, due dei designer di fama mondiale della Brionvega, la storica azienda fondata nel 1945, progettarono un vero e proprio monumento alla musica, il Radiofonografo che testimonia la genialità di quell'epoca e che oggi torna alla ribalta con un "nipotino", fedele all’originale nei dettagli, ma evoluto nella tecnologia.
Radio, giradischi e casse acustiche erano racchiusi in un mobile solido come una costruzione, unico come un’opera d’arte, prezioso frutto di una sapiente artigianalità. Il fascino e l’esclusività del prodotto interamente realizzato a mano, pezzo per pezzo, caratterizzano l’essenza di Radiofonografo RR226, l’evoluzione dell’originario RR126. A sapienti artigiani è affidata, oggi come allora, la costruzione di mobile e casse acustiche in legno, mai uguali, mai “perfetti” poiché non da produzione seriale, sempre splendidi e unici. Così come unici e artigianali sono il piedistallo, ottenuto da una fusione in alluminio spazzolato, le lucidature e tutte le laccature.
Dal 2004 SIM2 Multimedia, leader nella produzione e distribuzione di sistemi a videoproiezione di fascia alta, ha acquisito il ramo d’azienda Brionvega dedicato alla produzione audio per realizzare e distribuire nuovi prodotti e riedizioni dei prodotti storici del brand reinterpretando linee stilistiche di successo, aggiornate tecnologicamente, che si confermino come oggetti cult coniugando armonicamente tradizione e modernità Made in Italy. Infatti, nel tempo la Brionvega ha prodotto modelli di apparecchi radio e televisori di successo ed esempi di design industriale italiano, esposti in innumerevoli musei come la famosa radio meglio nota come "Cubo" o il televisore portatile Algol.
Radio, giradischi e casse acustiche erano racchiusi in un mobile solido come una costruzione, unico come un’opera d’arte, prezioso frutto di una sapiente artigianalità. Il fascino e l’esclusività del prodotto interamente realizzato a mano, pezzo per pezzo, caratterizzano l’essenza di Radiofonografo RR226, l’evoluzione dell’originario RR126. A sapienti artigiani è affidata, oggi come allora, la costruzione di mobile e casse acustiche in legno, mai uguali, mai “perfetti” poiché non da produzione seriale, sempre splendidi e unici. Così come unici e artigianali sono il piedistallo, ottenuto da una fusione in alluminio spazzolato, le lucidature e tutte le laccature.
Dal 2004 SIM2 Multimedia, leader nella produzione e distribuzione di sistemi a videoproiezione di fascia alta, ha acquisito il ramo d’azienda Brionvega dedicato alla produzione audio per realizzare e distribuire nuovi prodotti e riedizioni dei prodotti storici del brand reinterpretando linee stilistiche di successo, aggiornate tecnologicamente, che si confermino come oggetti cult coniugando armonicamente tradizione e modernità Made in Italy. Infatti, nel tempo la Brionvega ha prodotto modelli di apparecchi radio e televisori di successo ed esempi di design industriale italiano, esposti in innumerevoli musei come la famosa radio meglio nota come "Cubo" o il televisore portatile Algol.
IMPRESAMIA.IT-CRISI - Apporto positivo del settore agricolo al Pil
Confagricoltura: nel 2008 il settore ha dato un contributo positivo alla crescita economica L’agricoltura continua a svolgere un ruolo fondamentale nel contrastare la recessione. Lo ha affermato la Confagricoltura in una nota di commento ai dati sul Pil diffusi dall’Istat. Quanto sia importante il ruolo svolto dagli imprenditori agricoli risulta evidente soprattutto nel Nord-Est, dove il Pil è diminuito dello 0,9%, condizionato dal settore industriale (-2,7%), mentre il valore aggiunto agricolo, inclusa silvicoltura e pesca, ha dato un apporto positivo del 4,7%. Allo stesso tempo si è registrato anche un incremento delle unità di lavoro agricole (+0,6%), in controtendenza con la storica flessione occupazionale del settore. Variazione positiva (+1,3%) del valore aggiunto agricolo anche nel Nord-Ovest, nonostante il calo del 1,1% del Pil. Nel Centro solo le attività primarie sono risultate in crescita (+3%), mentre negli atri settori si è verificata una dinamica negativa (mediamente – 0,8%, circa). Nel Mezzogiorno l'attività agricola registra una crescita (+1,2%), in controtendenza con le performance negative dell’industria (-2,7%) e dei servizi (-0,7%), dando un apporto positivo in una realtà territoriale maggiormente segnata da divari di crescita ed occupazionali. “Questi risultati - si legge nella nota dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli - confermano il ruolo dell’agricoltura nel promuovere e garantire, ove ci siano le condizioni di base per produrre, equilibrio e coesione territoriale. Permane, purtroppo, preoccupante la condizione di non remuneratività dei prezzi all’origine dei nostri prodotti ancora in flessione”. | |
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IMPRESAMIA.IT-IMPRESE - A Bauli panettoni e colombe Motta e Alemagna?
Avviate le trattative per la cessione dei due storici marchi. Preoccupazione dei sindacati
Da sedici anni gli storici marchi non sono più italiani ma proprietà della multinazionale svizzera Nestlè. A breve, tuttavia, potrebbero tornare ad essere italiani a tutti gli effetti, veneti per la precisione, visto che la Nestlè, primo Gruppo alimentare del mondo, è in trattative con la Bauli, l'azienda veneta leader nella produzione di dolci per le feste come panettoni, pandori e colombe. La cessione riguarderebbe i marchi Motta e Alemagna esclusivamente per il settore dei prodotti dolciari per le feste nonché del connesso sito produttivo di San Martino Buon Albergo, in provincia di Verona, mentre gli stessi marchi per il settore dei surgelati e dei gelati reterebbero in mano alla multinazionale svizzera. Bisogna ricordare che nel 1993, quando furono acquisiti dagli svizzeri, i due marchi italiani versavano in cattive acque e che da allora la Nestlè "ha fortemente investito sulle loro produzioni e ne ha rilanciato gamma e consumi" come si legge in una nota diramata dall'azienda. Adesso, Motta e Alemagna detengono la seconda quota del mercato dolci da ricorrenza in Italia, rappresentando un comparto interessante per un operatore focalizzato su questa specifica categoria e "Nestlè - si legge ancora nella nota - ha riscontrato nella proposta di Bauli coerenze strategiche nello sviluppo del business, garanzie di salvaguardia delle attività dello stabilimento veronese, continuità occupazionale e affidabilità nella gestione di marchi storici".
Mentre le trattative sono in corso, sale la preoccupazione dei sindacati per l'occupazione nello stabilimento di San Martino Buon Albergo dove sono occupati, tra fissi e stagionali, 800 lavoratori.
Mentre le trattative sono in corso, sale la preoccupazione dei sindacati per l'occupazione nello stabilimento di San Martino Buon Albergo dove sono occupati, tra fissi e stagionali, 800 lavoratori.
IMPRESAMIA.IT- CRISI - Nessun tracollo per le calzature italiane
Scajola: salvaguardare un settore fondamentale del Made in Italy Il comparto, che esporta l'80% della propria produzione, ha saputo reagire alla crisi meglio di altri. Il dato è emerso nel corso dell' assemblea annuale dell'Anci (Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani) alla quale ha preso parte anche il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. ''E' ovvio che non possiamo rallegrarci di essere il meno peggio - ha detto il presidente dell'Anci Visto Artioli (nella foto) - ma il riposizionamento e la ristrutturazione che il settore ha intrapreso negli anni scorsi ci hanno reso un pò meno vulnerabili. Ciò non toglie che la crisi la stiamo sentendo e che occorrerà ancora del tempo per uscirne''. La buona tenuta del comparto si deve, infatti, a un processo di ristrutturazione avviata nella prima metà del decennio che ha portato a fine 2008, una compensazione del 2% di valore di produzione a fronte di un calo dei volumi di produzione (-6,9%, ). Particolarmente significativa la contrazione registrata sull'export in quantità (-9,6%), controbilanciata però da una sostanziale tenuta del valore complessivo (+0,5%). Situazione analoga per l'import, calato del 9,6% in volumi ma cresciuto del 4,6% in valore. “Per contrastare gli effetti della stretta creditizia – ha affermato il ministro Claudio Scajola nel corso del suo intervento - che colpisce soprattutto le piccole e medie imprese che sono una componente essenziale anche del Vostro settore, abbiamo potenziato il Fondo centrale di garanzia, ora esteso all’artigianato, aumentandone la dotazione a 1,6 miliardi. Il fondo opererà in modo ancora più efficace e, anche per il tramite dei Confidi, potrà garantire crediti per 70-80 miliardi di euro”. Inoltre il ministro ha ricordato che "l'Italia è il primo produttore di calzature in Europa e l’ottavo a livello mondiale, collocandosi al quarto posto tra i Paesi esportatori. Le calzature italiane sono considerate, a giusto titolo, le migliori al mondo e sono presenti, anche con marchi stranieri, nei principali mercati internazionali, fornendo con il loro stile, il design e l’alta qualità, un contributo sostanziale alle nostre esportazioni - ha aggiunto Sacjola - Il successo del Made in Italy è anche merito delle Vostre aziende, della passione, della professionalità, della dedizione con cui curate i Vostri prodotti e sperimentate soluzioni innovative, alla continua ricerca di nuovi mercati e nuove opportunità. Sotto il coordinamento di Anci – ha concluso il ministro - e con il supporto di università e qualificati istituti di ricerca, le aziende calzaturiere hanno partecipato attivamente al terzo bando, “nuove tecnologie per il Made in Italy”. Stiamo concludendo le procedure per l’ammissione alla seconda fase di selezione e contiamo di assegnare presto i 190 milioni di euro di incentivi ai progetti selezionati”. | |
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mercoledì 3 giugno 2009
IMPRESAMIA.IT-NORME - Alimentazione: la Cina si avvicina
Dal 1 giungo sono in vigore le nuove norme che mirano a proteggere i consumatori
La nuova legge sulla sicurezza alimentare della Repubblica Popolare Cinese è entrata in vigore ufficialmente lo scorso 1 giugno. La nuova legge, che mira a proteggere i consumatori del più grande mercato mondiale, prevede che i produttori di alimenti cessino immediatamente la produzione di cibi che non siano in linea con i parametri di sicurezza alimentare e ritirino dal mercato tutti gli alimenti di questo tipo già in circolazione. Infatti, secondo la nuova legge, non è più possibile usare nessun additivo che non sia presente nel catalogo ufficiale del Governo. Nessun prodotto alimentare può essere venduto se prima non è stato controllato e i consumatori saranno risarciti dai produttori con dieci volte il valore dell'alimento comprato se i loro diritti sono stati infranti a causa della scadente qualità dei prodotti. Inoltre, la legge dichiara che i cibi salutistici non possano recare diciture come "prevenzione di malattie” o simili ma debbano fornire indicazioni su che gruppo di persone può usare il prodotto e chi invece non dovrebbe usarlo oltre ad indicarne gli ingredienti principali. La legge integra tutte le attuali norme sulla sicurezza alimentare presenti in Cina e agevola i controlli. La messa in vigore di questa legge coincide con un nuovo sistema di licenze per quel che concerne gli alimenti, anch’esso in vigore dal 1 giugno 2009.
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IMPRESAMIA.IT-PMI - Turismo: fisco più crisi ne mettono a rischio 6 su 10
Sette imprese su dieci sono favorevoli al ripristino del Ministero del Turismo
Sono in difficoltà il 67,2% delle Pmi del turismo, tuttavia per il 71,2% la crisi attuale può essere superata. E’ quanto emerge dall’ultima indagine su Turismo e Pmi realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format-Ricerche di Mercato. Circa sei imprese su dieci segnalano un peggioramento dell’andamento del turismo e della propria situazione economica nei cinque mesi. del 2009 rispetto al secondo semestre del 2008.
Una situazione che impedisce al 43,5% degli imprenditori di progettare nuovi investimenti nel periodo 2009-2010 a causa della mancanza di risorse e comporta invece grosse difficoltà gestionali per il 95,2% delle aziende.
Il 70% delle Pmi ritiene infine scarsamente o per nulla adeguata la politica di coordinamento nazionale per il turismo, laddove solo il 37,4% delle Pmi si dichiara “molto” o “abbastanza” soddisfatto della politica attuata nel Paese. Ampia invece la convergenza sul ripristino del Ministero del Turismo: sette imprese su dieci si dichiarano a favore.
Sul fabbisogno di credito, il 50,8% delle imprese dichiara di non aver avuto difficoltà nell’accesso al credito nei primi cinque mesi dell’anno, mentre il 43% ha avuto difficoltà, legate soprattutto ai ricavi insufficienti (50,8%) e alle entrate irregolari e/o in ritardo (40,1%) . Più colpite sono le imprese del Centro e del Sud Italia, le microimprese, i ristoranti.
Non solo, le previsioni dell’Istat sull’andamento dell’occupazione e dei flussi turistici in Italia per il periodo maggio-luglio nel settore alberghiero non fa che radiografare ciò che le imprese registrano commenta in una nota Assoturismo Confesercenti. Secondo gli ultimi dati rilasciati dall’Istat sulle aspettative degli operatori alberghieri per l’inizio della stagione estiva 2009, il 52,8% degli operatori intervistati è convinto che il trimestre in questione farà registrare un calo delle presenze, mentre soltanto il 4,2% si aspetta un miglioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Altrettanto preoccupante la situazione rispetto allo sviluppo occupazionale: il 34,7% (25% nel 2008) prevede per il trimestre una riduzione del personale nelle strutture alberghiere. “Non ci sarà politica promozionale o riqualificazione delle strutture alberghiere che tenga – si legge ancora nella nota di Assoturismo – senza un incisivo intervento sul fisco, da subito attraverso la riduzione dell’Iva, la rimodulazione degli studi di settore, la revisione delle imposte locali”. Una situazione, al di là delle cifre e delle percentuali che andranno verificate sulla base dei dati reali, che Assoturismo giudica allarmante e che “soprattutto perché sulle Pmi del turismo grava, pesa, incombe un castello fiscale (total tax rate) assolutamente non più sopportabile.”
Una situazione che impedisce al 43,5% degli imprenditori di progettare nuovi investimenti nel periodo 2009-2010 a causa della mancanza di risorse e comporta invece grosse difficoltà gestionali per il 95,2% delle aziende.
Il 70% delle Pmi ritiene infine scarsamente o per nulla adeguata la politica di coordinamento nazionale per il turismo, laddove solo il 37,4% delle Pmi si dichiara “molto” o “abbastanza” soddisfatto della politica attuata nel Paese. Ampia invece la convergenza sul ripristino del Ministero del Turismo: sette imprese su dieci si dichiarano a favore.
Sul fabbisogno di credito, il 50,8% delle imprese dichiara di non aver avuto difficoltà nell’accesso al credito nei primi cinque mesi dell’anno, mentre il 43% ha avuto difficoltà, legate soprattutto ai ricavi insufficienti (50,8%) e alle entrate irregolari e/o in ritardo (40,1%) . Più colpite sono le imprese del Centro e del Sud Italia, le microimprese, i ristoranti.
Non solo, le previsioni dell’Istat sull’andamento dell’occupazione e dei flussi turistici in Italia per il periodo maggio-luglio nel settore alberghiero non fa che radiografare ciò che le imprese registrano commenta in una nota Assoturismo Confesercenti. Secondo gli ultimi dati rilasciati dall’Istat sulle aspettative degli operatori alberghieri per l’inizio della stagione estiva 2009, il 52,8% degli operatori intervistati è convinto che il trimestre in questione farà registrare un calo delle presenze, mentre soltanto il 4,2% si aspetta un miglioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Altrettanto preoccupante la situazione rispetto allo sviluppo occupazionale: il 34,7% (25% nel 2008) prevede per il trimestre una riduzione del personale nelle strutture alberghiere. “Non ci sarà politica promozionale o riqualificazione delle strutture alberghiere che tenga – si legge ancora nella nota di Assoturismo – senza un incisivo intervento sul fisco, da subito attraverso la riduzione dell’Iva, la rimodulazione degli studi di settore, la revisione delle imposte locali”. Una situazione, al di là delle cifre e delle percentuali che andranno verificate sulla base dei dati reali, che Assoturismo giudica allarmante e che “soprattutto perché sulle Pmi del turismo grava, pesa, incombe un castello fiscale (total tax rate) assolutamente non più sopportabile.”
IMPRESAMIA.IT- CRISI - Scajola: a fine giugno tavolo Safilo
Il ministro ha incontrato una delegazione di lavoratori dell'azienda che ha previsto 780 esuberi
Eventuali nuovi investitori e ammortizzatori sociali per i lavoratori in vista dellla ripresa. Queste le due linee su cui si sta muovendo il Ministero dello Sviluppo economico per fronteggiare l'emergenza economica che sta portando alla chiusura dei due stabilimenti in Friuli Venezia Giulia (Precenicco e Martignacco) della Safilo, azienda che ha previsto 780 esuberi. In tal senso il ministro Claudio Scajola (nella foto), in occasione della sua partecipazione alla cerimonia per la Festa della Repubblica al Sacrario di Redipuglia, ha annunciato - come riferisce l'agenzia Arc della regione Friuli Venezia Giulia - una nuova convocazione del tavolo sulla Safilo, che si terrà a fine giugno ( il 25 o il 26) a Roma.
Incontrando, insieme al presidente della Regione Renzo Tondo, una delegazione di lavoratori della Safilo, il ministro ha ricordato le due linee su cui si sta muovendo il dicastero: trovare eventuali nuovi investitori e, in ogni caso, mettere a punto ammortizzatori sociali che permettano ai lavoratori di "agganciare" la ripresa, di cui si cominciano a intravedere i primi segnali. Scajola ha anche sottolineato il senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali in Friuli Venezia Giulia, un elemento importante perché solo con la coesione si riesce a tutelare adeguatamente i lavoratori. Le maestranze della Safilo, che erano presenti con striscioni anche alla cerimonia di Redipuglia, hanno espresso la loro preoccupazione per l'avvio della cassa integrazione straordinaria in luglio, preludio alla mobilità e quindi al licenziamento. Il commissario della Caffaro di Torviscosa, Marco Cappelletto, ha ringraziato il ministro per l'attenzione dimostrata "per questi due gravi punti di crisi industriale che si sono aperti in Friuli Venezia Giulia''. Il presidente Tondo ha anche richiamato la necessità dell'impegno di tutti per superare la crisi, ricordando che le somme disponibili nelle variazioni del bilancio regionale saranno interamente destinate agli ammortizzatori sociali. All'incontro hanno partecipato anche diversi parlamentari eletti in Friuli Venezia Giulia.
Incontrando, insieme al presidente della Regione Renzo Tondo, una delegazione di lavoratori della Safilo, il ministro ha ricordato le due linee su cui si sta muovendo il dicastero: trovare eventuali nuovi investitori e, in ogni caso, mettere a punto ammortizzatori sociali che permettano ai lavoratori di "agganciare" la ripresa, di cui si cominciano a intravedere i primi segnali. Scajola ha anche sottolineato il senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali in Friuli Venezia Giulia, un elemento importante perché solo con la coesione si riesce a tutelare adeguatamente i lavoratori. Le maestranze della Safilo, che erano presenti con striscioni anche alla cerimonia di Redipuglia, hanno espresso la loro preoccupazione per l'avvio della cassa integrazione straordinaria in luglio, preludio alla mobilità e quindi al licenziamento. Il commissario della Caffaro di Torviscosa, Marco Cappelletto, ha ringraziato il ministro per l'attenzione dimostrata "per questi due gravi punti di crisi industriale che si sono aperti in Friuli Venezia Giulia''. Il presidente Tondo ha anche richiamato la necessità dell'impegno di tutti per superare la crisi, ricordando che le somme disponibili nelle variazioni del bilancio regionale saranno interamente destinate agli ammortizzatori sociali. All'incontro hanno partecipato anche diversi parlamentari eletti in Friuli Venezia Giulia.
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IMPRESAMIA.IT- PMI - Campania: 70 in partnership mediterranea
Incontri business to business con cinque Paesi del sud del Mediterraneo
Sviluppare relazioni economiche e scambi commerciali con le imprese della riva sud del Mediterraneo. Questo l'obiettivo del forum "La Campania per la cooperazione nel Mediterraneo" , promosso dal vice presidente della Regione Campania con delega ai Rapporti con i Paesi del Mediterraneo, Antonio Valiante (nella foto), che si inserisce nel "Programma Progetti Paese di partenariato Regione Campania e Paesi Terzi del Mediterraneo", partito nei primi mesi del 2008 per consolidare e ampliare la rete di relazioni istituzionali tra la Campania e i Paesi della riva sud del Mediterraneo con lo scopo di creare le condizioni favorevoli allo sviluppo di reti partenariali fra gli attori pubblici e privati dello sviluppo socio-economico, culturale, scientifico, dei territori coinvolti. Protagoniste cento imprese, trenta provenienti da cinque Paesi del bacino del Mediterraneo (Egitto, Israele, Marocco, Tunisia e Turchia) e settanta campane che hanno risposto a un avviso pubblico della Regione, tutte operanti nei settori agroindustria-agroalimentare, moda e cultura, Ict e innovazione (ricerca, ambiente, energia da fonti rinnovabili, aeronautica).
Presenti al forum anche le delegazioni istituzionali dei cinque Paesi che affacciano sul Mediterraneo per incontrare le istituzioni della Campania e mettere a punto progetti comuni sulle priorità tematiche per lo sviluppo sostenibile nell'ambito dei programmi di cooperazione per il Mediterraneo nel periodo di programmazione dei fondi comunitari 2007-2013.
Il "Programma Progetti Paese di partenariato Regione Campania e Paesi Terzi del Mediterraneo", partito nei primi mesi del 2008, è curato dall'Area generale di coordinamento Servizio Rapporti con i Paesi del Mediterraneo della Regione e dall'Unità Operativa Regionale per il Mediterraneo (Uorm) con il supporto dell'Istituto di Studi per lo Sviluppo Economico (Isve).
Presenti al forum anche le delegazioni istituzionali dei cinque Paesi che affacciano sul Mediterraneo per incontrare le istituzioni della Campania e mettere a punto progetti comuni sulle priorità tematiche per lo sviluppo sostenibile nell'ambito dei programmi di cooperazione per il Mediterraneo nel periodo di programmazione dei fondi comunitari 2007-2013.
Il "Programma Progetti Paese di partenariato Regione Campania e Paesi Terzi del Mediterraneo", partito nei primi mesi del 2008, è curato dall'Area generale di coordinamento Servizio Rapporti con i Paesi del Mediterraneo della Regione e dall'Unità Operativa Regionale per il Mediterraneo (Uorm) con il supporto dell'Istituto di Studi per lo Sviluppo Economico (Isve).
IMPRESAMIA.IT- UE - Finanziamenti per avviare un'attività
Obiettivo: sostenere l'occupazione e preparare il terreno alla ripresa
L’Unione europea istituirà un nuovo sistema di erogazione di prestiti per concedere microcrediti. Insieme al Gruppo Banca europea per gli investimenti e ad altri partner, la Ue metterà a disposizione 19 miliardi di euro dei finanziamenti pianificati del Fondo sociale europeo a sostegno dei soggetti che solitamente incontrano difficoltà ad ottenere i finanziamenti necessari ad avviare un'attività o una microimpresa. Gli stanziamenti saranno anticipati dall’Unione e per il periodo 2009-2010 non sarà necessario il cofinanziamento da parte degli Stati membri.
"La Ue ha preso rapidi provvedimenti per rispondere alla crisi finanziaria ed economica e alle relative ripercussioni sociali. Oggi la Commissione compie un ulteriore passo per mantenere e creare posti di lavoro - ha affermato il presidente José Manuel Durão Barroso (nella foto) - grazie al Fondo Sociale Europeo stiamo accelerando lo stanziamento di miliardi di euro a titolo di sostegno comunitario a programmi di riqualificazione, che ogni anno aiutano già oltre 9 milioni di disoccupati a trovare lavoro. Con la collaborazione di istituti finanziari internazionali e in particolare del Gruppo Banca europea per gli investimenti creeremo un nuovo servizio di microcrediti per un valore di 500 milioni di euro a sostegno degli imprenditori. A livello nazionale intendiamo inoltre garantire un accesso all'apprendistato a 5 milioni di giovani cittadini europei. Mi appello al Consiglio europeo affinché approvi questo ambizioso progetto".
Questo impegno comune della Ue per l'occupazione delinea priorità e azioni chiave per sostenere l'occupazione e aiutare i cittadini in difficoltà preparando allo stesso tempo il terreno alla ripresa. L'obiettivo è quello di stabilire una collaborazione tra tutte le parti interessate, i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro, gli Stati membri e l'Unione al fine di conseguire i risultati auspicati. Le proposte saranno presentate, per accordo, ai capi di Stato e di governo riuniti in sede di Consiglio europeo il 18 e 19 giugno.
"La Ue ha preso rapidi provvedimenti per rispondere alla crisi finanziaria ed economica e alle relative ripercussioni sociali. Oggi la Commissione compie un ulteriore passo per mantenere e creare posti di lavoro - ha affermato il presidente José Manuel Durão Barroso (nella foto) - grazie al Fondo Sociale Europeo stiamo accelerando lo stanziamento di miliardi di euro a titolo di sostegno comunitario a programmi di riqualificazione, che ogni anno aiutano già oltre 9 milioni di disoccupati a trovare lavoro. Con la collaborazione di istituti finanziari internazionali e in particolare del Gruppo Banca europea per gli investimenti creeremo un nuovo servizio di microcrediti per un valore di 500 milioni di euro a sostegno degli imprenditori. A livello nazionale intendiamo inoltre garantire un accesso all'apprendistato a 5 milioni di giovani cittadini europei. Mi appello al Consiglio europeo affinché approvi questo ambizioso progetto".
Questo impegno comune della Ue per l'occupazione delinea priorità e azioni chiave per sostenere l'occupazione e aiutare i cittadini in difficoltà preparando allo stesso tempo il terreno alla ripresa. L'obiettivo è quello di stabilire una collaborazione tra tutte le parti interessate, i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro, gli Stati membri e l'Unione al fine di conseguire i risultati auspicati. Le proposte saranno presentate, per accordo, ai capi di Stato e di governo riuniti in sede di Consiglio europeo il 18 e 19 giugno.
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IMPRESAMIA.IT- PMI - Disfunzioni giustizia, un fardello pari a 22,9 mld/anno
Per una disputa commerciale in Italia ci vogliono 1.210 giorni. Come in Sri Lanka, Liberia e Gibuti
Le cause tra imprese costano 3832 euro a impresa e incidono dello 0,8% sul fatturato. In totale, il cattivo funzionamento della giustizia costa alle imprese una cifra pari a 22,9 mld di euro l'anno, vale a dire che tali disfunzionalità rappresentano un pesante fardello per le imprese e un ostacolo al loro sviluppo. Lo rende noto l'indagine Censis-Eurisko per la Camera di commercio di Roma: il tempo stimato per la soluzione di una disputa commerciale, a decorrere dall'iscrizione della causa a ruolo fino al momento della liquidazione o dell'effettivo pagamento, é per l'Italia di 1.210 giorni. Ma per le cause di appalto si arriva anche a toccare i 12,1 anni. Dato che colloca l'Italia al tredicesimo posto nella graduatoria generale, in compagnia di paesi come Sri Lanka (1.318 giorni), Liberia (1.280) e Gibuti (1.225). L'Italia è in testa alla black list dei giorni necessari per la soluzione di una disputa di carattere commerciale, con una durata media dei processi superiore di tre volte a quella del Regno Unito (1.210 giorni contro 404) e di quattro volte rispetto alla Francia (331 giorni). La situazione non sembra, in prospettiva, destinata a migliorare: prendendo in analisi l'evoluzione dei tempi processuali dal 2003 al 2008 nei paesi più industrializzati, l'Italia mostra l'aumento più sensibile della durata dei procedimenti per la soluzione di dispute commerciali (565 giorni in più in cinque anni).
Tuttavia, la lentezza della giustizia e i disagi che crea alle imprese, non colpisce tutte le imprese nella stessa maniera. Le piccole imprese sono particolarmente danneggiate e ancora di più le imprese del meridione rispetto a quelle del Centro-Nord come ha ribadito il presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Roma Andrea Mondello (nella foto) per il quale nel Sud "la conflittualità è maggiore e l'incidenza sul fatturato delle imprese tende ad aumentare". Il presidente di Unioncamere ha spiegato che "gli arbitrati fatti dalle Camere di commercio negli ultimi dieci anni sono stati 3.500, le conciliazioni 50 mila". Infatti, le Camere di commercio hanno tutte un servizio di conciliazione e 69 un servizio arbitrale ma "il problema principale delle Camere di commercio è il problema del Meridione e quello che stiamo notando è una grande differenziazione fra Sud e Centro-Nord - detto Mondello - la sensibilità che dobbiamo dimostrare deve essere rivolta in particolare a quest'area e alle piccole imprese. Mettiamo nelle disponibilità del ministro della Giustizia il sistema delle Camere di commercio come perno della giustizia alternativa. Quello che possiamo fare - ha concluso Mondello - sarà cercare di garantire un livello di collaborazione con il ministero il più elevato possibile".
Tuttavia, la lentezza della giustizia e i disagi che crea alle imprese, non colpisce tutte le imprese nella stessa maniera. Le piccole imprese sono particolarmente danneggiate e ancora di più le imprese del meridione rispetto a quelle del Centro-Nord come ha ribadito il presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Roma Andrea Mondello (nella foto) per il quale nel Sud "la conflittualità è maggiore e l'incidenza sul fatturato delle imprese tende ad aumentare". Il presidente di Unioncamere ha spiegato che "gli arbitrati fatti dalle Camere di commercio negli ultimi dieci anni sono stati 3.500, le conciliazioni 50 mila". Infatti, le Camere di commercio hanno tutte un servizio di conciliazione e 69 un servizio arbitrale ma "il problema principale delle Camere di commercio è il problema del Meridione e quello che stiamo notando è una grande differenziazione fra Sud e Centro-Nord - detto Mondello - la sensibilità che dobbiamo dimostrare deve essere rivolta in particolare a quest'area e alle piccole imprese. Mettiamo nelle disponibilità del ministro della Giustizia il sistema delle Camere di commercio come perno della giustizia alternativa. Quello che possiamo fare - ha concluso Mondello - sarà cercare di garantire un livello di collaborazione con il ministero il più elevato possibile".
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IMPRESAMIA.IT. GOVERNO - Turismo: accordo banche prestiti imprese
Accordo raggiunto tra Governo, banche e associazioni degli operatori del settore
Pronti 1,6 miliardi di euro messi a disposizione dalle banche per finanziamenti agevolati a favore del turismo. E' l'obiettivo del Governo dopo l'istituzione del ministero del Turismo, annunciato a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una conferenza stampa per presentare il piano nazionale sul turismo con il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla (nella foto) e i rappresentanti delle banche italiane che hanno siglato il progetto Italia e Turismo. "Il nostro obiettivo è che il turismo possa incidere per il 20% sul prodotto interno lordo per la fine della legislatura - ha sottolineato il premier Berlusconi - infatti, ora siamo al 10%, mentre in Spagna e' il 17%. Bisogna puntare sul turismo per sostenere lo sviluppo - ha ribadito il presiedente del Consiglio - tenendo conto però che la sinistra ha approvato il cambiamento del titolo V della Costituzione e ha assegnato il turismo alle competenze esclusive delle Regioni. Così ogni Regione si è mossa da sola e in modo frammentato. C'è bisogno di ripartire con un piano, una politica nazionale del turismo, con l'accordo delle Regioni''. Le banche che partecipano all'iniziativa sono il Gruppo Intesa Sanpaolo, il Gruppo Unicredit, la Banca Popolare, la Popolare di Milano e la Popolare di Sondrio.
lunedì 1 giugno 2009
IMPRESAMIA.IT-MADE IN ITALY - Attenzione alla caseina al posto del latte
Confagricoltura: non abbassare la guardia e preservare l'eccellenza
L'Unione Europea consente di vietare l'uso della caseina e di tutti i caseinati. Infatti, è imminente - ha ricordato Confagricoltura in una nota - l’ufficializzazione del regolamento comunitario di modifica della normativa europea inerente l’uso della caseina e dei caseinati nella produzione di alcuni formaggi (Reg 760/2008). Con tale regolamento Comunitario, la Commissione ha inteso evitare la concessione di doppi aiuti alla caseina ed ai caseinati, riportando indietro la situazione normativa per riattribuire la regolamentazione della corretta applicazione della materia interamente alla competenza - come più volte ribadito opportuno anche da interventi della Corte di Giustizia - delle vigenti normative nazionali.
Considerando che il Reg. Ce 760/2008 non ha sostanzialmente apportato modifiche alla normativa già operativa a livello nazionale e quindi l’utilizzo delle caseine e dei caseinati è rimasto confinato - previa l’acquisizione di preventiva autorizzazione ministeriale - alla sola produzione dei formaggi fusi. Di fatto c’è stata la sua “sterilizzazione applicativa” che va mantenuta. Proprio per questo Confagricoltura ritiene di dover nuovamente ribadire la necessità che l’amministrazione non abbassi minimamente la guardia.
Ad avviso di Confagricoltura la produzione nazionale di latte - sottoposta come è alla pressione di una situazione economica gravemente negativa - non è assolutamente in grado di affrontare impari confronti commerciali con prodotti ottenuti da materia prima che è almeno in parte, rigenerata o arricchita. Anche nell’interesse dei consumatori - commenta Confagricoltura - bisogna preservare uno dei principali asset della nostra produzione agricola che da tempo individua nella genuinità e qualità del prodotto i principali elementi caratterizzanti l’eccellenza del Made in Italy.
Considerando che il Reg. Ce 760/2008 non ha sostanzialmente apportato modifiche alla normativa già operativa a livello nazionale e quindi l’utilizzo delle caseine e dei caseinati è rimasto confinato - previa l’acquisizione di preventiva autorizzazione ministeriale - alla sola produzione dei formaggi fusi. Di fatto c’è stata la sua “sterilizzazione applicativa” che va mantenuta. Proprio per questo Confagricoltura ritiene di dover nuovamente ribadire la necessità che l’amministrazione non abbassi minimamente la guardia.
Ad avviso di Confagricoltura la produzione nazionale di latte - sottoposta come è alla pressione di una situazione economica gravemente negativa - non è assolutamente in grado di affrontare impari confronti commerciali con prodotti ottenuti da materia prima che è almeno in parte, rigenerata o arricchita. Anche nell’interesse dei consumatori - commenta Confagricoltura - bisogna preservare uno dei principali asset della nostra produzione agricola che da tempo individua nella genuinità e qualità del prodotto i principali elementi caratterizzanti l’eccellenza del Made in Italy.
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domenica 31 maggio 2009
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