giovedì 10 settembre 2009

IMPRESAMIA.IT-FOCUS - Scajola: è storica la Legge Sviluppo


Presentato il dossier del Mise al servizio delle imprese e dei cittadini
Contrasto della crisi e rilancio dello sviluppo, con riforme strutturali per rendere più competitiva l’Italia: è questa la sintesi dell’intensa attività svolta in questa prima parte della legislatura e culminata con l’approvazione di una legge storica come la Legge Sviluppo: ci siamo impegnati per affrontare e risolvere le difficoltà di molte imprese. Abbiamo avviato una nuova politica energetica per far pagare meno l’energia e proteggere l’ambiente. Ci siamo dedicati al rilancio del Sud. Abbiamo sottoscritto importanti accordi internazionali, attraverso un’intensa attività all’estero. Abbiamo reso più agile ed efficiente l’amministrazione, tagliando le spese e razionalizzando le risorse, per fare del Ministero uno strumento efficace al servizio delle imprese e dei cittadini”. Con queste parole, il ministro Claudio Scajola (nella foto) ha illustrato in sintesi le azioni realizzate dal Ministero dello Sviluppo Economico, a partire dal maggio 2008, in occasione della presentazione del rapporto “Attività svolte e impegni futuri” . Il dossier ha tra i suoi capisaldi proprio la Legge Sviluppo, entrata in vigore il 15 agosto scorso, frutto di un efficace e proficuo confronto tra maggioranza e opposizione, approvata dopo un iter parlamentare durato 10 mesi e senza il ricorso alla fiducia. Essa configura un nuovo equilibrio tra Stato e mercato, coerente con i principi dell'economia sociale di mercato che ispira l'azione del Governo Berlusconi. “Un provvedimento di legislatura che - ha ricordato Scajola - orienterà l'attività del Ministero dello Sviluppo Economico per i prossimi anni e con il quale passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi, alle riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà avviando processi di competitività, modernizzazione ed efficienza che raffigureranno l'Italia del futuro”. Le sue colonne portanti sono, tra l’altro, la nuova strategia energetica nazionale, che colma un vuoto di oltre vent’anni affrontando finalmente i nodi irrisolti; la nuova politica industriale, che introduce il ‘contratto di rete d’impresa’ con cui si supera il concetto fisico di distretto consentendo alle aziende minori di aggregarsi, ma senza perdere la propria identità, grazie ad agevolazioni fiscali, finanziarie e amministrative; la riforma degli incentivi alle imprese, con forti snellimenti delle procedure, una migliore valutazione dei progetti imprenditoriali e un maggior ricorso ai cofinanziamenti pubblicoprivato; la class action, con le misure a tutela dei consumatori e con norme di maggior trasparenza per i servizi energetici e di telecomunicazione; la riforma degli enti di internazionalizzazione, con una politica più efficiente ed adeguata per meglio accompagnare le imprese all’estero;la riforma delle camere di commercio, in Italia e all’estero, aumentando l’efficacia della rete camerale;la riforma dei consorzi agrari, che chiude una pagina ventennale di crisi e incertezze di questi fondamentali strumenti di sostegno dell’agricoltura.Partendo dai temi più recenti, il ministro Scajola ha poi ricordato l’importante collaborazione con le Regioni attraverso la rivisitazione dei programmi finanziati dal FAS (Fondo Aree Sottosviluppate) per migliorare l’azione di politica economia rispetto alla crisi di questi mesi. Con un obiettivo prioritario: concentrare le risorse per ottimizzare la spesa in funzione di interventi strategici in grado di assicurare nuovo slancio allo sviluppo dei sistemi produttivi regionali.In tale ambito, c’è stata una particolare attenzione del Governo al Mezzogiorno. Il quadro complessivo della programmazione dei Fondi Strutturali comunitari 2007/2013 prevede che uno stanziamento pari al 73,4% del totale delle risorse destinate all’Italia vada alle Regioni del Sud.L’impegno a migliorare l’impiego delle risorse ha rappresentato il criterio d’azione fondamentale in questo settore. In tale prospettiva, nel corso dell’ultimo anno è stata effettuata una ricognizione sia per recuperare quelle non utilizzate, sia per sfruttare quelle assegnate alle amministrazioni centrali nel quadro del programma FAS 2000-2006, per un ammontare di oltre 43,4 miliardi di euro. Sono inoltre stati verificati 17 Programmi Attuativi Regionali (PAR) di Regioni e Province Autonome (FAS 2007-2013) relativi alla concentrazione di risorse sugli interventi infrastrutturali strategici, per 9 dei quali c’è stata la presa d’atto del CIPE.“Fronteggiare le situazioni di crisi ha voluto dire mettere in campo rapidamente progetti concreti”, ha quindi commentato il ministro Scajola. Sono in corso 39 procedure di amministrazione straordinaria, nell’ultimo anno sono state avviate 18 procedure riguardanti 54 imprese che coinvolgono circa 28.000 lavoratori nei comparti del trasporto aereo (Alitalia), degli elettrodomestici (Merloni), della moda (Ittierre), dell’indotto auto e della chimica (Caffaro– Vinyls Italia). Dopo il sisma in Abruzzo è stato attivato il numero unico da rete fissa e mobile - 48580 - per devolvere 1 euro da telefono mobile e 2 euro da rete fissa, sono state rese disponibili dagli operatori telefonici mobili 30 mila ricariche da 20 euro per i cellulari ed è stato sospeso il pagamento delle bollette telefoniche per due mesi per le popolazioni coinvolte. Il ministro dello Sviluppo Economico ha detto di essere “soddisfatto dell’intensa attività svolta dal Dicastero, impegnato a largo raggio su molteplici materie di competenza”. Soddisfazione anche per l’attività internazionale di questo periodo, “i cui risultati sono unanimemente apprezzati e riconosciuti dai nostri Partner internazionali, dentro e fuori l’Europa” e che ha visto la sottoscrizione, complessivamente, di 21 tra accordi, memorandum/protocolli e dichiarazioni congiunte. “In particolare”, ha ricordato Scajola, “il Vertice del G8 Energia con la presidenza del nostro Paese, ha contribuito significativamente al successo del G8 dei Capi di Stato e di Governo dell’Aquila sui temi dell’energia e dei cambiamenti climatici, in vista del vertice mondiale di dicembre a Copenhagen”. Sul fronte degli investimenti è in corso la prima fase del Piano nazionale a banda larga, che prevede un contributo di 800 milioni di euro in grado di attivare investimenti per quasi un miliardo e mezzo di euro. Inoltre, sono stati sinora conclusi contratti di programma che hanno visto l’erogazione di un contributo da parte dello Stato e delle Regioni per 330 milioni di euro, che innescano investimenti per oltre 950 milioni di euro. Per quanto riguarda le imprese, il Programma di innovazione industriale ha visto la conclusione di 3 bandi per 470 milioni di euro, l’approvazione di 205 progetti con il coinvolgimento di oltre 1.280 tra imprese e centri di ricerca, per un ammontare di investimenti pari a 1,8 miliardi di euro.Nella delicata area dell’accesso al credito, c’è stata una dinamica espansiva del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, con 12.882 domande accolte solo nei primi otto mesi di quest’anno, il 54% in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Il volume di finanziamenti attivati è stato pari a 2,2 miliardi di euro (+67% rispetto al 2008), per un importo garantito di 1,2 miliardi (+81%). “I risultati raggiunti”, ha sottolineato il ministro Scajola, “sono frutto di una nuova struttura e di un processo di riorganizzazione importante che ci ha visti impegnati per oltre un anno”. A partire da maggio 2008, infatti, il nuovo Ministero dello Sviluppo Economico ha accorpato tre Dicasteri (Sviluppo Economico, Comunicazioni, Commercio con l’Estero) e la nuova struttura è stata divisa in 4 dipartimenti: Impresa e Internazionalizzazione, Energia, Sviluppo e Coesione economica, Comunicazioni. Con tale riorganizzazione si sono conseguiti: una maggiore efficienza, mediante un piano di riduzione delle sedi ministeriali da 17 a 11; la riduzione del 20 % dei dirigenti e quella del 13% del personale non dirigente, con un risparmio di circa 20 milioni di euro l’anno; risparmi di oltre il 20% di risorse negli Uffici di diretta collaborazione del ministro. Tutto questo ha consentito di indirizzare oltre il 93% delle risorse del bilancio del Ministero ad investimenti a favore delle imprese, mentre il funzionamento dell’amministrazione richiede meno del 3% delle risorse. Guardando al futuro, si tratta ora di dare seguito agli interventi disegnati in questo primo anno e, non ultimo, alla Legge Sviluppo. “Il Rapporto è l’occasione per fare il punto sul lavoro svolto e illustrare il quadro dell’azione in programma, nei diversi ambiti di competenza. Si tratta di un primo appuntamento a cui vogliamo far seguire aggiornamenti costanti, per mantenere un filo diretto con le imprese e i cittadini, che sono gli interlocutori diretti di un Ministero che lavora al servizio della crescita e dello sviluppo economico del Paese”, ha concluso il ministro Scajola.

IMPRESAMIA.IT-MADE IN ITALY - Finalmente scongelata la legge


Applicata sui prodotti fabbricati dopo il 15 agosto e non sarà retroattiva
Completato l'esame della norma che disciplina la tutela del Made in Italy: a proposito il Ministero dello Sviluppo economico in una comunicazione indirizzata all’Agenzia delle Dogane, ha precisato che la norma sull'etichettatura non è retroattiva e potrà essere applicata a prodotti fabbricati dopo il 15 agosto. Cioè dalla data di entrata in vigore della Legge sviluppo. L’estensione dell’ipotesi di reato per le aziende italiane che applicano il proprio marchio sui prodotti non fabbricati in Italia, senza dichiararne la provenienza, così come previsto dalla Legge Sviluppo, varrà esclusivamente per i prodotti fabbricati successivamente al 15 agosto, data di entrata in vigore della legge. La decisione è stata presa in considerazione della portata innovativa della norma, che potrebbe creare problemi alle imprese che realizzano i propri prodotti all’estero o li commissionano a produttori stranieri. Ne consegue, pertanto, che la nuova norma non sarà applicata alla merce giacente nei magazzini nel periodo di entrata in vigore della norma, così come ai prodotti per i quali il marchio di azienda sia stato posto prima del 15 agosto scorso.Ricordiamo che il via libera è stato dato dall'ultimo Consiglio dei ministri in quanto la norma è contenuta nel decreto-legge finalizzato al rapido assolvimento di obblighi nei confronti dell’Unione europea e ad ovviare a procedure di infrazione a seguito di ritardato o non corretto recepimento di direttive comunitarie.

martedì 8 settembre 2009

IMPRESAMIA.IT-AUTO - In crisi il comparto aziendale


Fise: rendiamo l'Iva detraibile per intero, anche se per un tempo limitato
Il comparto delle auto aziendali è in crisi: occorrono nuove misure di sostegno al settore. Lo indica una nota della Fise (Federazione delle Imprese di Servizi), diramata a proposito di un notevole calo nelle immatricolazioni delle auto acquistate in leasing, o noleggiate, dalle imprese. Secondo la Fise a fronte di una fase positiva che stanno attraversando le vendite di auto nella loro globalità (ad agosto le immatricolazioni sono state più di 84 mila, segnando una variazione positiva dell'8,54 per cento su base annua), si è riscontrato un calo nelle immatricolazioni di veicoli aziendali.I dati dello scorso mese, in questo senso, indicano una riduzione su base annua del 36,07 per cento nelle vetture acquistate in proprietà o in leasing dalle aziende nazionali (10.861 unità) e una riduzione del 33,86 per cento per le vetture acquistate ad uso noleggio (6070 unità).Complessivamente, dall'inizio del 2009 le immatricolazioni di vetture aziendali nel loro complesso (proprietà, leasing e noleggio) sono calate di 151 mila unità. Il calo di presenze sul mercato dell'auto, rispetto ai primi mesi del 2008, è stato del 10 per cento circa (dal 31 per cento del 2008 al 21,4 del periodo gennaio - agosto di quest'anno).A questo proposito, la Federazione delle Imprese di Servizi fa sapere come sia necessario includere anche le auto aziendali negli eventuali programmi di sostegno al mercato dell'auto per il 2010, considerata la rilevanza nel contesto economico - produttivo del comparto delle vetture in uso dalle aziende e le entrate per l'Erario.Quali potrebbero essere le misure per aiutare il settore delle auto aziendali a uscire dalla crisi? Secondo la Fise si potrebbe estendere il decreto finanziario Tremonti - Ter anche a questo comparto. Inoltre, rendendo l'Iva detraibile per un periodo di tempo limitato ma significativo, si arriverebbe a un impulso della domanda.

IMPRESAMIA.IT-FAO - Pesca: 91 Paesi firmano accordo per bloccare quella illegale


L'accordo dovrà essere ratificato da ogni nazione e avrà effetto dopo la firma di almeno 25 Paesi
Novantuno paesi hanno sottoscritto un accordo per bloccare i pescherecci coinvolti nella pesca illegale, al fine di impedire l'ingresso di pesce ''irregolare'' nel mercato mondiale. Lo ha riferito l'Onu in un comunicato. L'Agenzia delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao) ha accolto con entusiasmo il trattato definendolo ''il primo patto globale incentrato sul problema''.Le nuove misure, a cui dovranno attenersi i pescherecci, comprendono per prima cosa che le imbarcazioni facciano richiesta di un permesso per l'ingresso nei porti stranieri, che le autorità siano informate del carico di pesce e che le navi dei Paesi firmatari siano pronte a sottoporsi a regolari ispezioni.Lo statuto sarà esaminato dal Consiglio della Fao entro la fine del mese e passerà a novembre alla Conferenza della Fao per la formale adozione. L'accordo dovrà essere ratificato da ogni nazione e comincerà ad avere effetto dopo la firma di almeno 25 paesi.

IMPRESAMIA.IT-EVENTO - Tecnologie: la differenza tra sopravvivere, vivere e fare business


Giovedì 17 Settembre dalle ore 09:00 alle 12:30 presso Sede Quadrifor
Nell'attuale contesto di crisi economica, l'efficienza e la competitività di ogni azienda stanno diventando le vere carte vincenti per restare sul mercato. Questo è tanto più vero quanto minori sono le dimensioni aziendali, in cui il differenziale si gioca sulla capacità di ottimizzare i processi interni e sulle modalità di porsi verso l'esterno.Le tecnologie, intese come innovazione dei processi, sono la chiave di volta: solo attraverso un loro sapiente utilizzo sarà possibile entrare in una nuova ottica di "fare azienda", il cui cardine è ripensare la propria organizzazione attraverso le nuove logiche portate dall'Innovazione.L'ICT è allora il fulcro di questa silenziosa e inevitabile rivoluzione, che parte dal basso, da ogni singola piccola azienda. E questo è anche il contributo specifico che vogliamo dare: spiegarne il valore e favorire concretamente il contatto fra le Pmi e le soluzioni tecnologiche più adatte al loro contesto, per stimolare quel rinnovamento ormai indispensabile ad una vera ripresa del nostro Sistema economico.L'evento si svolgerà giovedì 17 Settembre dalle ore 09:00 alle 12:30 presso Sede Quadrifor, Sala Michelangelo, Via Cristoforo Colombo 137.Per iscrizione:http://www.assintel.it/eventi/749.jsp

IMPRESAMIA.IT-PMI - Boom finanziamenti da fondo Mise pari a +67%


Altre 600 domande accolte nella seduta di gioedì scorso
E' proseguito anche in agosto il boom del Fondo di Garanzia per il credito alle piccole e medie imprese con 12.882 domande accolte nei primi otto mesi, il 54% in più rispetto al 2008. Lo rende noto il Ministero per lo Svluppo economico, specificando che il volume di finanziamenti attivati con la garanzia del Fondo è pari a 2,2 miliardi (+67% rispetto al 2008) per un importo garantito di 1,2 miliardi (+81% rispetto al 2008). L'incremento sta proseguendo anche in settembre: nella sola seduta di giovedì 2 settembre sono state accolte 600 domande e altre 600 si prevede saranno accolte giovedì prossimo 10 settembre.''Il Fondo di Garanzia - ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola (nella foto) - si conferma uno strumento importante per assicurare il credito al sistema delle piccole e medie imprese. Abbiamo esteso l'operatività del Fondo anche all'artigianato e abbiamo accelerato al massimo le procedure per ottenere le garanzie, procedure che impiegano mediamente dieci giorni per essere completate. Le risorse per le garanzie, pari a 1,6 miliardi da qui al 2012, sono ampiamente sufficienti ad assicurare la copertura a tutte le imprese che ne facciano richiesta ed abbiano i requisiti per ottenerle''.

IMPRESAMIA.IT-EVENTO - TesiCamp mette in relazione aziende e studenti


Si svolgerà venerdì a Milano ma è già iniziato on line sul blog www.tesicamp.org
Il prossimo venerdì 9 ottobre presso Palazzo dei Giureconsulti, Milano, si svolgerà TesiCamp, un evento unico nel suo genere: per la prima volta neolaureati e laureandi avranno l'opportunità di presentare i propri lavori a un pubblico selezionato di aziende in cerca di nuove idee e talenti.Sponsor e promotori dell'iniziativa sono la Camera di Commercio e la Provincia di Milano che tramite il Forum Net Economy offrono il supporto economico e organizzativo. La testata Corriere.it, versione online del Corriere della Sera, è media partner dell’iniziativa insieme a Infoservi.it, blog leader di tecnologia, innovazione e cultura digitale. L'evento ha il patrocinio di due istituzioni accademiche: l’Alta scuola in media comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica di Milano e la Scuola di Media design e arti multimediali di Naba - Nuova accademia di belle arti di Milano.Nel corso del TesiCamp verranno anche presentati in anteprima i risultati della nuova ricerca "Status Update" sul life-streaming nei media sociali, condotta dagli studenti del Social Media Lab dello Iulm. La ricerca esplora i vari modi in cui l'aggiornamento del proprio status nei social network come Twitter e Facebook sia utilizzato come strumento per costruire relazioni, condividere la vita in tempo reale ma soprattutto creare un nuovo ambiente comunicativo costantemente attivo e immersivo. Maggiori dettagli verranno divulgati nel corso della conferenza stampa.L’evento è già iniziato online attraverso il blog http://www.tesicamp.org/, dove saranno pubblicati anche tutti gli aggiornamenti e le istruzioni pratiche. Per ulteriori informazioni e la conferma della presenza alla conferenza stampa si può contattare lo staff di TesiCamp all'indirizzo tesicamp@tesicamp.org (Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo).

IMPRESAMIA.IT-COMPETITIVITA' - Italia in recupero ma fanalino di coda G7


La Svizzera rappresenta la più competitiva economia del mondo
L'Italia risale di un gradino la classifica della competitivita' mondiale, anche se resta fanalino di coda del G7. E' quanto emerge dalla classifica annuale del World Economic Forum che pone il paese in 48esima posizione dalla 49esima dello scorso anno, molto indietro comunque rispetto ai suoi partner più industrializzati, come la Francia, al 16esimo posto, la Germania, al settimo, e gli Usa al secondo posto. La novità del rapporto quest'anno è che gli Stati Uniti sono stati, dopo molti anni, scalzati dal trono dalla Svizzera, a tutti gli effetti ora la più competitiva economia del mondo. Al terzo posto in classifica, superando Danimarca e Svezia, si è invece piazzata Singapore (quinta lo scorso anno) come la più competitiva economia asiatica. Per quanto riguarda l'Italia, in recupero ma sempre in coda al G7 - fa notare il rapporto del Forum di esperti che organizzano Davos - il paese eccelle nella "business sophistication", ovvero nella efficienza di produzione di beni e servizi, e nella forte presenza dei distretti industriali (per cui si colloca al terzo posto), restano ancora i punti deboli "strutturali" di sempre di una eccessiva burocrazia, di un mercato del lavoro "tra i piu' rigidi del mondo", e di finanze pubbliche poco sane "con livelli estremamente alti di indebitamento".

IMPRESAMIA.IT-BANKITALIA - Abuso di potere e conflitto di interesse per Arbitro Bancario Finanziario


CONF.AS (Confederazione delle Associazioni): la denuncia del segretario Giovanni Pecoraro
Il segretario della Confederazione delle Associazioni ha inviato al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, al ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, al Presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro e al Presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, una lettera aperta che pubblichiamo quì di seguito.Organi di stampa hanno annunciato che La Banca d'Italia, ha designato i tre componenti effettivi, tra cui il presidente, e i tre componenti supplenti dei collegi di Milano, Roma e Napoli in cui si articola l'organo decidente dell'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), il nuovo sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia bancaria e finanziaria. Premesso : * che, l'aver "designato" i tre componenti fa venir meno il principio della imparzialità e neutralità dell'arbitro stabilito dalla Legge 69/2009, * che, a questi designati vanno ad aggiungersi gli altri arbitri "designati dagli intermediari finanziari" che, a loro volta compongono il direttivo che controllano l'operato del Governatore della Banca d'Italia; * che, anche il nominativo espressione delle associazioni di consumatori (in minoranza nel collegio arbitrale) è privo del requisito d'imparzialità e neutralità * che, le statuizioni del lodo sono vincolanti per i cittadini, i quali, molto spesso per necessità sono costretti a firmare veri e propri contratti bancari, senza conoscere il significato della clausola compromissoria, * che, se, la clausola compromissoria autorizza gli arbitri a decidere secondo equità il lodo non è impugnabile * che, la devoluzione in arbitrato, anche non rituale, di una controversia non preclude il ricorso alla tutela cautelare a norma dell'articolo 669-quinquies del codice di procedura civile, * che, non è dato sapere a chi compete il pagamento dei compensi agli arbitri designati e l'importo dei compensi da corrispondere. Tanto premessso la Conf.As- in persona del suo presidente Giovanni Pecoraro- a tutela anche delle varie associazioni aderenti ( tra queste: Federconsumatori-Confas, ANREC, Federinquilini ecc), presenta DENUNCIA, affinchè si accerti se, il fatto che questo organismo arbitrale istituito dalla Banca d'Italia sia illegittimo per i seguenti motivi: * perchè non garantisce l'indipendenza e l'imparzialità degli arbitri; * perchè non disciplina in modo unitario e completo la responsabilità degli arbitri, anche tipizzando le relative fattispecie; * perchè non disciplina l'istruzione probatoria, con la previsione di adeguate forme di assistenza giudiziaria (sorveglianza del Ministero della Giustizia per lo stesso organismo) * perchè non prevede che gli arbitri possano conoscere in via incidentale delle questioni pregiudiziali non arbitrabili, salvo che per legge sia necessaria la decisione con efficacia di giudicato autonomo; * perchè, non assicura la possibilità al cliente della banca di nominare un proprio arbitro; * perchè la vessatorietà della clausola compromissoria se, inserita "motu proprio" dalle banche fra le condizioni contrattuali di qualunque tipo, danneggerebbe e di non poco la possibilità di tutela di diritti disponibili dei clienti, che potrebbero trovarsi di fronte ad un lodo arbitrale sempre favorevole per le banche, a prescindere; * perchè esistente un conflitto d'interessi e una posizione dominante palese e per la lesione delle regole sulla concorrenza dell'offerta di servizi ed amministrazione arbitrali da parte della Banca d'Italia direttamente obbligata a vigilare sul corretto comportamento delle banche piuttosto che attuare eventuali salvezze (attraverso l'arbitrato) a loro favore.

IMPRESAMIA.IT-INCENDI - In Italia due terzi dei boschi sono proprietà degli agricoltori


Confagricoltura: forte preoccupazione per la situazione della Liguria
Gli agricoltori sono fortemente preoccupati per l’emergenza incendi boschivi in numerose regioni italiane. Soprattutto, in queste ore, in Liguria, con focolai nelle immediate vicinanze di Genova (dove sono bruciati 300 ettari di macchia mediterranea e pascoli), sul Golfo del Tigullio e nell’area boschiva delle Cinque Terre. La Liguria, dopo la Toscana, è la Regione dove si sono contati più incendi nel periodo 1 gennaio – 13 agosto 2009 (226). Ma la Liguria è anche la regione con la maggiore diffusione della proprietà privata dei boschi (l’82,3% di essi sono di proprietà privata), seguita da Emilia Romagna (82%) e Toscana (80%), mentre in Trentino c’è la maggiore incidenza della proprietà pubblica (72.2%).Confagricoltura ricorda che quasi i due terzi dei boschi italiani sono privati, soprattutto degli agricoltori, che assolvono con continuità a precisi compiti di manutenzione, pulizia e selvicoltura; spesso insufficienti di fronte al dolo. La gran parte degli incendi interessa proprio le superfici boschive private (ma anche pascoli, allevamenti, strutture) con ripercussioni sui redditi e danni, spesso irrecuperabili, all’agro-ecosistema, che penalizzano tutta la collettività. Nonostante queste ore infuocate, nell’anno in corso gli incendi sono diminuiti. Fino alla vigilia di ferragosto, nel nostro Paese – informa Confagricoltura, sulla base dei dati del Corpo Forestale - si sono verificati complessivamente 1.809 incendi boschivi, che hanno percorso 8.930 ettari (con un calo del 40% rispetto al 2008). Diminuisce del 70% la superficie boscata andata in fumo rispetto a quella dello stesso periodo dell’anno precedente e dell’80% quella non boscata.

IMPRESAMIA.IT-UE - Nel 2010 versione pilota di un indice ambientale globale


Lo strumento del Pil non può misurare l'economia del mondo che cambia
Misurare il progresso in un mondo in cambiamento è il tema della comunicazione della Commissione europea: le azioni proposte mirano a migliorare la misurazione del progresso integrando lo strumento di misura dell’attività economica attualmente più conosciuto, ossia il prodotto interno lordo (Pil). Nel quadro degli sforzi verso un’economia a bassa emissione di carbonio e a utilizzazione efficiente delle risorse, nel 2010 la Commissione presenterà una versione pilota di un indice ambientale globale. Il sistema statistico europeo includerà la contabilità ambientale come norma nelle statistiche macroeconomiche.Stavros Dimas, commissario europeo per l’Ambiente (nella foto), ha dichiarato: ”Per far fronte alle sfide del XXI secolo abbiamo bisogno di politiche più integrate e più trasparenti. Per poter elaborare queste politiche abbiamo bisogno di valutare meglio dove siamo, dove vogliamo andare e come possiamo arrivarci. Per cambiare il mondo, dobbiamo cambiare la nostra maniera di concepirlo e per questo bisogna andare oltre il Pil.”La Commissione propone misure per integrare il prodotto interno lordo (Pil), al fine di orientare le nostre politiche verso una crescita "verde" e verso una società inclusiva, a bassa emissione di carbonio ed efficiente nell’uso delle risorse. Le azioni proposte nella comunicazione rappresentano il seguito pratico della conferenza "Beyond GDP" (al di là del Pil) tenutasi nel novembre 2007. Il Pil viene utilizzato per elaborare previsioni economiche e permette confronti nel tempo e tra Paesi e non è stato concepito per essere uno strumento di misura del benessere. Non tiene conto di talune questioni di importanza vitale per la qualità della nostra vita, quali un ambiente sano, la coesione sociale o la misura della felicità individuale. Non si tratta di un indicatore sufficiente per attuare politiche moderne, che consentano di perseguire obiettivi sociali e ambientali. Questo aspetto è ancora più problematico se il Pil viene considerato la sola misura del progresso. La comunicazione illustra cinque azioni che rappresentano il prossimo passo pratico per andare al di là del Pil: nel 2010 verrà presentata una versione pilota di un indice ambientale che consentirà di valutare il progresso compiuto nei principali settori della politica e della tutela ambientali. L’indice includerà aspetti quali le emissioni di gas serra, il deterioramento del paesaggio naturale, l’inquinamento atmosferico, l’utilizzo dell’acqua e la produzione di rifiuti; la Commissione intensificherà gli sforzi miranti a produrre più rapidamente i dati ambientali e sociali. Attualmente i dati sono spesso pubblicati a distanza di due o tre anni, mentre i dati economici essenziali sono diffusi entro poche settimane. L’obiettivo della Commissione è sviluppare informazioni a sostegno delle decisioni politiche quasi in tempo reale; relazioni più accurate su distribuzione e diseguaglianze consentiranno una migliore definizione delle politiche in materia di coesione sociale ed economica; la Commissione svilupperà una tabella europea di valutazione dello sviluppo sostenibile per permettere di determinare le tendenze ambientali e il benchmarking delle migliori pratiche. La tabella di valutazione sarà basata su un insieme già esistente di indicatori dello sviluppo sostenibile; la Commissione lavora all'integrazione del Pil e dei conti nazionali, che presentano la produzione, il reddito e la spesa nell'economia, con una contabilità ambientale e sociale.

IMPRESAMIA.IT-EVENTI- Festa del marrone e dei frutti dimenticati


Sulle colline ravennati due appuntamenti per la valorizzazione di alberi da frutto abbandonati
A Casola Valsenio, che si fregia del titolo di "Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati", le antiche tradizioni contadine locali di coltivazione delle piante si esprimono anche nella salvaguardia di alberi da frutto di varietà uscite di produzione, vive solo nei ricordi degli anziani. A questi frutti dimenticati la città dedica un doppio originale appuntamento autunnale: la Festa del Marrone, 10 e 11 ottobre, farà da gustoso antipasto alla Festa dei Frutti Dimenticati, giunta alla 18esima edizione, prevista per il 17 e 18 ottobre.Piante spontanee o coltivate negli orti e nei frutteti di casa per il consumo domestico fin dal tardo Medioevo, i frutti dimenticati sono perlopiù caratteristici della stagione autunnale e rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura per l'inverno. Salvati dall'estinzione e recuperati per la gioia di chi li ha conosciuti nel passato e di chi li vede per la prima volta, sono frutti profumati, dai colori caldi e dai nomi spesso originali: giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere volpine, uva spina, senza dimenticare noci, nocciole, melagrane e i marroni. La ripresa d’interesse verso i frutti di un tempo è rivolta anche al recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo nel corso della Festa dei frutti dimenticati si svolge un concorso di marmellate e uno di liquori mentre i ristoranti della zona propongono per tutto l’autunno la “Cucina ai frutti dimenticati”. Si tratta di piatti che utilizzano i prodotti tradizionali del territorio sia secondo la consuetudine sia in modo moderno, proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte potere evocativo. Fra le ricette a base di questi frutti ricordiamo: la salsa di rovo e di gelso, le composte di corniole e di cotogne, la torta di mele selvatiche e i dessert con pere volpine, castagne, l'alkermes, il vino e il formaggio. Un gruppo di frutti dimenticati serve per preparare un antico piatto tipico, il "migliaccio", che richiede mele cotogne, pere volpine, mele gialle, cioccolato, pane, raffermo grattugiato, canditi, riso e sangue di maiale in aggiunta. A Casola Valsenio, infine, i frutti dimenticati trovano un grande aiuto gastronomico nel locale Giardino Officinale, e danno vita a piatti straordinari come le insalate di sedano, ribes bianco e rosso in agrodolce, o di finocchio selvatico con tarassaco, cerfoglio e salsa di melograno, completate dall'olio extravergine Brisighello. Nei menù compaiono i risotti di pere volpine, l'arrosto di arista con castagne e lamponi o il rotolo di vitello al melograno, la crostata di marmellata di sorbe, le prugnole ripiene di noci e zabaione, il sorbetto alle corniole.Fra questi frutti dimenticati, merita un accenno particolare il marrone al quale Casola Valsenio dedica un appuntamento specifico il fine settimana precedente la “Festa dei Frutti dimenticati”. Giunta alla quinta edizione, la “Festa del Marrone” (10 e 11 ottobre) propone bancarelle allestite dai produttori, conferenze tematiche sulla certificazione I.G.P., animazioni a tema agreste e assaggi delle eccellenze gastronomiche casolane preparate utilizzando questo prodotto: cotto nell’acqua con l’alloro (balòc), oppure arrostito sulla fiamma (brusé) o cotto nel forno della stufa a legna (spasmé) dopo averli “castrati”, cioè praticato un piccolo taglio. Con le castagne secche si prepara una minestra, mentre la farina di castagne è la base per la polenta da mangiare con formaggio fresco e per il dolce castagnaccio. Tra i dolci si ricordano anche i ravioli, detti topini, preparati con la polpa di marrone arrostiti. Il marrone di Casola Valsenio è particolarmente apprezzato per il consumo fresco e per la preparazione dei marron-glace. Per promuovere e conoscere al meglio il marrone casolano esiste la “Strada dei Castagneti”: un itinerario che vuole proporsi come occasione per entrare in contatto – in ottobre come negli altri periodi dell’anno – con il mondo dei castagneti e con le aziende agricole (in totale sono circa 80 con oltre 450 ettari coltivati a castagneto da frutto tra le valli dei fiumi Senio, Lamone e Sintria) che dedicano impegno, passione e fatica per mantenere vivo l’interesse per questo tipico prodotto dell’Appennino. Info. per il pubblico: Pro Loco Casola Valsenio tel. 0546 73033; http://www.terredifaenza.it/

IMPRESAMIA.IT-LAVORO - Micro e piccole aziende assumono


Fa eccezione la Lombardia dove la situazione è capovolta ed è la grande industria che assume
Anche se alle prese con la crisi, le imprese cercano oltre 524mila lavoratori e i più richiesti sono commessi, addetti alle pulizie, contabili, muratori e camerieri: almeno secondo una ricerca sul fabbisogno occupazionele elaborata dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. Il 28,6% di questo abbondante mezzo milione di nuovi posti di lavoro troverà un'occupazione nel Nord Ovest del Paese, il 28,3% al Sud, il 23,2% nel Nord Est e il 20% al Centro. In termini dimensionali, invece, sono le piccole imprese a fare la parte del leone. Nel 62% dei casi, infatti, sono proprio le realtà produttive con meno di 50 addetti ad aver dichiarato che nel 2009 faranno ricorso a nuove assunzioni. "Nonostante la difficoltà economica e l'aumento della disoccupazione - ha precisato Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre (nella foto) - il ruolo delle piccole imprese nel contrastare la crisi continua ad essere determinante anche al Sud". Infatti, se analizziamo la classifica regionale sono le piccole e micro aziende la principale fonte di occupazione. E al primo posto troviamo il Trentino Alto Adige dove addirittura l'81,6% delle nuove assunzioni verrà assorbito nelle realtà produttive che contano fino a 49 dipendenti. Seguono la Basilicata (80,9%), la Calabria (79,4%), il Molise (77,8%), la Puglia (75,8%) e l'Abruzzo (74,7%). "Al Sud - ha aggiunto Bortolussi - sono le piccole imprese a farsi carico del maggior numero di nuove assunzioni. Mentre al Nord piccole e grandi realta' produttive si spartiscono le assunzioni pressoché a pari merito con un primato più o meno marcato per la piccola azienda. Ad eccezione della Lombardia dove la situazione è capovolta ed è la grande industria a farla da padrona attestandosi al 53,1% delle nuove assunzioni". Ma a rendere ancor più interessante l'indagine condotta dagli esperti della Cgia è l'approfondimento del tema occupazionale per macro area. Si scopre così che mentre al Nord e al Centro sono i commessi e gli addetti alle pulizie a guidare la classifica delle figure più richieste, al Sud sono i muratori a condurre le fila, seguiti da commessi e da conducenti di mezzi pesanti e camion. Per quanto riguarda la terza posizione il Nord si differenzia: nel Nord Ovest vengono piu' richiesti i contabili, mentre nel Nord Est i camerieri come avviene al Centro. Inoltre, sono richiesti nel Nord Ovest gli occupati del settore alberghi e ristoranti, nel Nord Est e al Centro i contabili mentre al Sud servono manovali e personale non qualificato dell'edilizia seguiti dagli addetti alle pulizie.

IMPRESAMIA.IT-FOCUS - Da Cernobbio l'invito a fare fronte comune


Urso: speriamo che tutti raccolgano l'invito e anche la Cgil superi le posizioni ideologiche
Contro la crisi serve un progetto-Paese: ecco in sintesi l'invito lanciato a Cernobbio in occasione della giornata conclusiva del Workshop Ambrosetti dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia (nella foto), per evitare il ripetersi del cosiddetto autunno caldo. che aggraverebbe la già difficile situazione economica. "L'importante, in un momento difficile come questo - ha affermato Marcegaglia - è mettere insieme tutte le forze: per farlo, bisogna che tutti siano disponibili. Da parte nostra la disponibilità c'è. Attendiamo di capire se c'è anche da parte della Cgil". Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, ha risposto che "conviene a tutti affrontare la crisi più uniti" anche se "abbiamo un tema che ci divide, cioè il modello contrattuale: noi abbiamo avanzato delle critiche. Abbiamo un interesse comune, tra noi e le imprese - ha sottolineato Epifani - a chiedere che non si licenzino i lavoratori, non si chiudano le aziende, che ci sia meno fisco sulle buste paga dei lavoratori". Di fronte a questo tentativo di avvicinamento, Adolfo Urso, vice ministro allo sviluppo economico con delega al Commercio Estero ha esortato "tutti" a raccogliere l'invito della presidente di Confindustria, auspicandosi che " anche la Cgil superi le posizioni ideologiche. Sarà un autunno difficile - ha commentato il vice ministro - ma se lavoriamo insieme si potrà superare la tempesta e creare le premesse della ripresa. La pace sociale serve - ha concluso Urso - a garantire gli interessi generali, a tutelare il bene comune e soprattutto i piu' deboli ma anche a fare le riforme necessarie''. Dal canto suo il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha invitato a non avere "nessuna paura per il periodo che abbiamo davanti - ha spiegato - per gli ammortizzatori sociali ci sono fondi oltre l'immaginabile".A Cernobbio, Marcegaglia ha anche avanzato la proposta dei fondi settoriali finalizzati a favorire la capitalizzazione delle imprese perché "non è un'idea chiusa - ha detto - ma vuole essere uno stimolo di riflessione. L'esperimento è gia' stato fatto negli anni Settanta - ha poi spiegato - e si tratta di una sorta di società consortili che sottoscrivono azioni e obbligazioni di aziende che poi le stesse aziende possono ricomprare dopo 3 anni. Se fatto bene - ha concluso - può dare una risposta concreta alle esigenze di ricapitalizzazione e di consolidamento delle imprese italiane''. Inoltre, per la presidente di Confindustria è molto importante che venga concretamente concessa dalle banche la moratoria alle piccole e medie imprese sulla restituzione dei crediti.

IMPRESAMIA.IT-TURISMO - Bocca: in ripresa ma non siamo usciti dal tunnel


Primi segnali di ripresa per il comparto alberghiero dopo sette mesi in calo
Con un aumento del 2,3% dei pernottamenti di turisti italiani e stranieri registrati nel mese di agosto, il comparto alberghiero, dopo sette mesi di dati negativi ( da gennaio ad agosto -5,1%) ha registrato "un primo timido segnale di ripresa, che tuttavia non ci può far dire di essere usciti dal tunnel''. Lo ha detto il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca (nella foto), commentando i risultati di una indagine svolta dalla Federazione dall'1 al 6 settembre, intervistando con metodologia internet, 880 imprese ricettive, equamente distribuite sull'intero territorio nazionale e rappresentative per classificazione di stelle. "I dati consolidati da gennaio ad agosto - ha spiegato Bocca - registrano un eloquente -5,1% di presenze alberghiere tra italiani e stranieri e, cosa ancor più grave, un -5,1% di lavoratori occupati, che ha comportato e continuerà a comportare per i prossimi mesi squilibri nel livello qualitativo delle imprese ricettive, vessate peraltro da una drastica riduzione dei fatturati. Pur non avendo ancora i dati scomposti - ha poi aggiunto - sappiamo per certo che il merito della crescita di presenze è determinato dalla clientela italiana, che ha concentrato quest'anno più che mai le ferie nel mese di agosto, scegliendo soprattutto l'Italia". Tuttavia nel mese di agosto il numero di lavoratori occupati ha avuto un calo del 2,4%: un trend negativo che ha visto a gennaio un -7% di presenze (e il -4,5% di lavoratori occupati), a febbraio -10% di presenze (e il -6% di lavoratori occupati), a marzo -14,6% di presenze (e il -8,6% di lavoratori occupati), ad aprile -3% di presenze (e il -6,5% di lavoratori occupati), a maggio -7% di presenze (e il -2% di lavoratori occupati), a giugno -10,6% di presenze (e il -5,8% di lavoratori occupati) e a luglio -3,4% di presenze (e il -5,2% di lavoratori occupati). Quindi, un calo delle presenze alberghiere (italiani e stranieri) da gennaio ad agosto del 5,1% e un calo dell'occupazione sempre da gennaio ad agosto del 5,1% (di cui -4,5% lavoratori a tempo indeterminato e -6,1% lavoratori a tempo determinato). "A questo punto - ha concluso Bocca- è indispensabile un atto di coraggio politico che porti l'Esecutivo a prendere seriamente in esame un allineamento dell'Iva ai livelli di Francia e Spagna (rispettivamente al 5,5% ed al 7%) e, per frenare l'emorragia di lavoratori, occorre almeno l'estensione del cuneo fiscale per i lavoratori a tempo determinato, affiancato da ulteriori misure volte a ridurre il costo del lavoro in generale".

IMPRESAMIA.IT-IL CASO - Costa meno il pane sloveno e gli italiani chiudono


I prodotti costano meno ma tassazione, manodopera e grano incidono di meno
Senza adeguamento normativo, nella Ue non c'è concorrenza ad armi pari e così dal confine con la Slovenia fino a Trieste, Gorizia e Udine il pane più venduto - al prezzo di un euro, e talvolta anche meno - è quello dei panificatori sloveni che hanno scoperto in Italia un buon mercato. Inevitabili e pesanti le ripercussioni con un calo del 40% delle aziende italiane di panificazione e una diminuzione del numero degli addetti da 550 a 400 circa. E' bene ricordare che la Slovenia fa parte della Ue dal 1° maggio 2004 e il 1° gennaio 2007 è diventata il primo stato dell'Europa Orientale ad adottare l'euro. "Se noi se vendessimo a un euro al chilo non copriremmo nemmeno le spese di produzione - ha affermato Edvino Jerian, presidente dell'associazione panificatori di Trieste e per molti anni presidente anche della Federazione italiana di categoria - Tra i due versanti del confine esistono dimensioni economiche differenti - ha poi spiegato - che già il confronto tra i Pil pro-capite possono testimoniare: nel 2006 era di quasi 31,7 mila dollari in Italia e di 18.6 mila dollari in Slovenia. Questo significa che la tassazione, la manodopera e la materia prima, cioè il grano, incidono in misura estremamente diversa sul costo finale del prodotto. Noi - ha aggiunto - per tasse e tributi locali, versiamo circa il 60% del fatturato, mentre in Slovenia esistono agevolazioni fiscali straordinarie, soprattutto per le nuove imprese. Lo stesso costo della distribuzione in carico ai nostri competitori, dal camion al suo autista, sarà evidentemente più basso. Non esiste - ha concluso Jerian - una concorrenza ad armi pari: questa è e sarà l'Europa, finché non subentrerà un adeguamento normativo".Nelle settimane scorse il problema ha conquistato spazio su Il Piccolo, quotidiano di Trieste: "I loro camioncini, imbottiti di panini, rosette e sfilatini ancora caldi - ha scritto Piero Rauber - si mettono in marcia ogni santa mattina quando il sole se ne sta ancora sotto l'orizzonte. Un pugno di minuti e sono a Trieste. Senza traffico, a quell'ora, con l'autostrada come un biliardo. (...) La "calata" dei panificatori sloveni, con il loro prodotto low cost destinato ai punti vendita italiani che lo richiedono, è ormai una realtà consolidata. E non solo nella nostra provincia, ma anche nell'Isontino e persino in Friuli. Il pane diventa così un altro emblema della concorrenza d'oltreconfine per una determinata categoria: dopo il carburante per i benzinai e le sigarette per i tabaccai, ecco il pane per i panificatori. Con una differenza tutt'altro che trascurabile. Qui non siamo noi a "espatriare" per risparmiare. Perché sono proprio i nostri vicini, in molti casi, a portare la merce a destinazione". Ha scritto ancora Il Piccolo: "Aziende fornaie di Nova Gorica, Sesana e Capodistria - riferiscono alcuni operatori locali del settore - si accordano infatti singolarmente con supermercati, discount, mense aziendali, ristoranti e alimentari, financo alcune panetterie del centro. Non sono in ballo per il momento - come assicurano fonti interne alle Camere di Commercio d'oltreconfine - contratti di settore "strutturati". È la piccola impresa slovena che crede nel business transfrontaliero, in altre parole, ad andare a caccia di clienti triestini. Ai quali vengono dunque garantite forniture "all'ingrosso" più vantaggiose di quelle applicate dai "colleghi" artigiani triestini. Si parla di un euro al chilo, anche qualcosa meno, per il tipo di pane più economico allo strutto".

IMPRESAMIA.IT-DISTRETTI - Moda: nuova collaborazione Nord-Sud


Obiettivo la tutela del vero Made in Italy
Al via una nuova sinergia nel settore dell’abbigliamento tra il distretto veneto dell’abbigliamento-Verona Moda (135 aziende coinvolte) e il distretto produttivo della Filiera Moda Puglia (203 aziende promotrici), grazie al progetto “Intreccio di filiere” della Federazione dei Distretti Italiani .Il progetto è nato nel 2008 da un'esigenza del distretto veneto dell’abbigliamento, alle prese con una crisi in pieno sviluppo e dalla necessità di individuare delle alternative produttive alla delocalizzazione o alla prestazione lavorativa conto terzi di laboratori irregolari. L'idea è piaciuta alla Federazione che raggruppa le eccellenze distrettuali italiane e ha, tra i suoi obiettivi, la creazione di progettualità sinergiche tra i distretti: dopo un’analisi attenta e uno studio della situazione, l’interesse si è concentrato sui laboratori pugliesi dell’abbigliamento. In seguito la Federazione ha avviato i primi contatti - con la collaborazione di Confindustria Bari, Confartigianato Puglia, Confindustria Taranto e Confindustria Lecce e di Arti, Agenzia della Regione Puglia attiva nella diffusione della cultura dell’innovazione e negli interventi a potenziamento delle filiere produttive - per instaurare un rapporto di collaborazione tra le aziende del distretto veneto e imprese pugliesi con lo scopo di avviare una collaborazione stabile per la valorizzazione del Made in Italy. Infatti, secondo Italo Martinelli, presidente del distretto veneto dell’abbigliamento,Verona Moda, il progetto Intreccio di filiere è "un passo importante verso la tutela e soprattutto la valorizzazione del vero Made in Italy, a partire dal controllo delle merci falsamente etichettate (Made in…) e messe in vendita sui mercati internazionali” avvalendosi delle potenzialità delle imprese pugliesi. " Possiamo fare affidamento - ha commentato Mario Totaro, presidente del distretto Moda Puglia, presidente della sezione Moda di Confindustria Bari - su una lunga tradizione nella realizzazione di prodotti di qualità ai quali si sono aggiunte, negli ultimi 10 anni, aziende moderne e ben strutturate che hanno contratti di licenza con griffe internazionali o che si stanno affermando con i loro marchi. Il settore della moda - ha aggiunto - è parte di un cambiamento economico internazionale che ha modificato i nostri tradizionali punti di riferimento commerciali e produttivi". Questo è solo il primo passo perché Intreccio di filiere prevede un ulteriore modello di cooperazione tra distretti per competere su scala globale, finalizzato in particolare all’integrazione delle imprese lungo la filiera della moda, allo sviluppo di prodotti di nicchia (dispositivi di protezione individuale, prodotti per utenze speciali, abbigliamento con garanzia ecologica, ecc) e allo sviluppo di campionari di “total look” per le varie fasce di mercato (donna, uomo, bambino, sport, sicurezza, lavoro). In questo particolare ambito, sono allo studio metodi per sviluppare modelli di comarketing per la formulazione congiunta di marchi, per realizzare campagne pubblicitarie e per organizzare la distribuzione dei prodotti su scala globale, creando così un’integrazione completa di servizi. "Ora la Federazione - ha affermato Valter Taranzano, presidente della Federazione dei distretti italiani (nella foto) - si attiverà perché questo network favorisca lo scambio di informazioni e di esperienze su problemi comuni, conferendo maggiore visibilità al ruolo svolto dai distretti industriali nel sistema economico nazionale".Il progetto si avvale della partnership del Gruppo Montepaschi - che opera sul territorio attraverso la Banca Monte dei Paschi di Siena e Banca Antonveneta - il quale favorirà lo sviluppo delle imprese della filiera produttiva che si è venuta a creare secondo un programma denominato “Progetto Distretti” con l'offerta di servizi personalizzati, nell’interesse di imprese che intendono eccellere sui mercati. "Con il progetto Intreccio di filiere - ha spiegato Enzo Nicoli, responsabile Corporate del Gruppo Montepaschi - la banca si rende disponibile a diventare componente intrinseca della filiera e a vivere intensamente la logica di funzionamento del suo business".Gli imprenditori veneti e pugliesi si incontreranno martedì 15 settembre alla Campionaria della Fiera del Levante di Bari.

giovedì 3 settembre 2009

IMPRESAMIA.IT-SPORT - Zaia: binomio vincente con il mondo agricolo


La XV edizione del Mondiale di pugilato dilettanti si terrà al Mediolanum forum di Assago
“Un palcoscenico di primo livello. Questo saranno i Mondiali di pugilato dilettanti per l’agroalimentare Made in Italy, che è sempre in grado di essere protagonista grazie alla sua qualità e genuinità. Il binomio vincente fra il mondo agricolo e quello dello sport rappresenta una grande opportunità per mettere in vetrina l’eccellenza dei nostri prodotti”. Con queste parole, il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta l’inizio della XV edizione del Mondiale di pugilato dilettanti, che si terrà al Mediolanum forum di Assago di Milano e si concluderà il 12 settembre prossimo.Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) partecipa alla manifestazione, per valorizzare i prodotti di qualità e promuovere una sana e corretta alimentazione. Il Mipaaf è stato, nel corso del 2009, protagonista anche di altri importanti e prestigiose manifestazioni sportive, come i Campionati indoor di atletica di Torino, il centenario del Giro d'Italia, i Giochi del Mediterraneo, i Mondiali di nuoto a Roma, i Mondiali di atletica di Berlino.La presenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali si articola attraverso azioni diverse a partire dalla visibilità nei punti strategici cittadini (Linate, Malpensa) e nelle principali televisioni che daranno copertura mediatica all'evento (italia1 e DhaliaTV). Durante la manifestazione, i vincitori saranno premiati con cesti sui quali campeggia lo slogan "Italian Food the natural winner" e che contengono prodotti agroalimentari Made in Italy. Ci sarà poi lo stand del Mipaaf dove sarà distribuito materiale informativo e promozionale. Nell’angolo ristorante, i menù delle diverse giornate vedranno l’esclusiva presenza di prodotti Dop e Igp. Saranno, infine, organizzati cooking show per visitatori e spettatori, con l’obiettivo di valorizzare il giacimento enogastronomico del nostro Paese.“I Mondiali di pugilato - ha concluso Zaia - si tengono proprio a Milano, città designata come Capitale europea dello Sport per il 2009, e proprio in Italia, che può a buon titolo considerarsi da sempre la Capitale dell’agroalimentare di qualità”.

IMPRESAMIA.IT-ENERGIA - Produzione di energia elettrica da biomasse


Via libera alla riconversione dello stabilimento del Gruppo Coprob
La Conferenza dei Servizi ha dato parere positivo sull'avvio dell'impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse del Gruppo Coprob a Finale Emilia, in provincia di Modena. L'impianto sarà realizzato da Domus Energia, società con capitale pari a 10 milioni di euro sottoscritto per il 60% da Italia Zuccheri e per il 40% da EcoSpark, uno dei principali player italiani nell'offerta di servizi per la valorizzazione delle biomasse vegetali."Grazie anche al sostegno ricevuto dall'Amministrazione locale e provinciale - ha sottolineato Piero Cavrini, vice presidente Coprob e presidente Domus Energia - la centrale di Finale Emilia diventa realtà. Questo impianto, che richiederà un investimento di oltre 55 milioni di euro e sarà operativo dal 2011, testimonia l'impegno assunto da Coprob di sviluppare, parallelamente al core business zucchero, la produzione di energia da fonti rinnovabili".Sempre in questo periodo è iniziata anche la campagna saccarifera 2009/2010, che per Coprob si presenta sostanzialmente stazionaria sui livelli dell'annata precedente: 4.932 bieticoltori emiliani e veneti (di cui 2.498 sono soci) conferiranno al Gruppo oltre 2 milioni di tonnellate di bietole ottenute su una superficie di 35.000 ettari. "Si tratta di una campagna molto incoraggiante - ha aggiunto Marco Marani, direttore agricolo di Coprob - conbarbabietole sufficientemente idratate nonostante le temperature estive e con un livello qualitativo migliore rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. Anche se il peso delle barbabietole a volte può non risultare elevato - ha continuato Marani - le buone polarizzazioni consentono di raggiungere una produzione di saccarosio per ettaro soddisfacente. Un elemento, questo - ha concluso - che renderà la Produzione Lorda Vendibile della prima parte di campagna molto interessante per gli agricoltori". Completato il piano di investimenti triennale 2006/2008 nello stabilimento di Minerbio (Bo), pari a 25 milioni di euro, quest'anno Coprob concluderà anche il piano di investimenti 2006/2009 nello stabilimento di Pontelongo, in provincia di Padova, pari a circa 40 milioni di euro.

IMPRESAMIA.IT-CREDITO - Unicredit - Farnesina: accordo per sviluppo estero


Unicredit mette a disposizione il forte radicamento territoriale e il network estero del Gruppo
Una collaborazione rafforzata ad ampio raggio per contribuire al sostegno degli interessi economici del nostro Paese e per promuovere l'immagine e la cultura italiana. E' questo l'obiettivo delle lettere d'intenti scambiate alla Farnesina tra il ministro degli Esteri, Franco Frattini (nella foto) e l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo. In particolare, per promuovere il Sistema Italia, il gruppo Unicredit mette a disposizione il forte radicamento territoriale e il network estero del Gruppo, composto da 5198 agenzie distribuite in 21 Paesi, per azioni congiunte con il Ministero e con il vasto network diplomatico-consolare del nostro Paese.Tante le iniziative in cantiere: dall'istituzione (anche attraverso il partenariato con gli istituti italiani di Cultura) di assegni di ricerca, borse di studio e stage per studenti esteri in Italia a iniziative congiunte di aiuto allo sviluppo. All'estero potranno poi essere organizzati seminari, conferenze, tavole rotonde, convegni sulla lingua, la cultura e l'economia italiana, oltre ad eventi culturali di alto profilo, nonche' iniziative di ricerca, scientifiche ed editoriali.

IMPRESAMIA.IT-WEEKEND - Benevento: XXXV edizione di VinEstate


L’appuntamento enogastronomico è in programma fino a domenica 6 settembre
Stand espositivi e di degustazione, convegni ed incontri, laboratori sensoriali, mercato e master. Sono questi gli elementi cardine di VinEstate, evento enogastronomico in programma da domani fino a domenica 6 settembre a Torrecuso, caratteristica cittadina del Sannio beneventano.La rassegna, che taglia il trentacinquesimo traguardo, è promossa dal comitato VinEstate, in collaborazione con il comune di Torrecuso ed il patrocinio di: Provincia di Benevento, Camera di Commercio di Benevento, Associazione Aglianico del Taburno, Ente Provinciale per il Turismo di Benevento, Associazione culturale Taburno – Camposauro, Università degli Studi del Sannio, Regione Campania, Pro Loco di Torrecuso, Associazione O.T.E.T. e Scuola del Gusto. VinEstate propone diversi appuntamenti che consentono un percorso di conoscenza di un territorio che si fa esperienza, cioè in grado di creare coinvolgimento emotivo, fisico ed intellettuale. Non a caso, nella tre giorni torrecusana, una passeggiata nel centro storico diventa un vero e proprio viaggio alla scoperta di prodotti ed emozioni che mettono in primo piano la cultura del vino e del territorio del Taburno.Queste le ventuno aziende vitivinicole che, dalle ore 18, sono in esposizione: Cantina del Taburno, Cantine Iannella Antonio, Cantine Tora, Caputalbus, Caudium Vini, Cav. Mennato Falluto, Fattoria La Rivolta, Fontanavecchia, I Colli del Sannio, Il Poggio, “La Dormiente” di Ariano Agnese, Masseria Frattasi, Nifo Sarrapochiello, Ocone – Agricola Del Monte, Ocone Giovanni, Taburni Domus, Terre d’ Aglianico, Terre Longobarde, Torre a Oriente, Torre dei Chiusi e Torre del Pagus.Venerdì alle ore 19 presso l’ex casa comunale di Torrecuso, si terrà anche il primo Laboratorio Sensoriale, dal titolo Paglierino&dorato e proposto in collaborazione con la Delegazione Autonoma Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori) di Benevento. L’iniziativa sarà tesa a cogliere i vari aspetti del vitigno Falanghina da cui si produce l’omonimo vino e soprattutto le sue grandi potenzialità espresse nelle varie tipologie di lavorazione. In degustazione: la Falanghina Spumantizzata Extra Dry delle Aziende Agricole Il Poggio e Torre dei Chiusi e, a seguire, quelle della Falanghina del Taburno DOC delle Aziende Agricole La Dormiente di Ariano Agnese, Ocone - Del Monte e Cantine Tora. La serie di assaggi si concluderà con il Passito di Falanghina delle Aziende Agricole Torre del Pagus e Terre d’Aglianico; le degustazioni saranno curate dal Presidente della Delegazione dott. Giuseppe Rillo e dal Sommelier Professionale Gabriele Calabrese.Per altre informazioni visitare il sito internet http://www.comune.torrecuso.bn.it/ oppure telefonare allo 0824 889719.

IMPRESAMIA.IT-WEEKEND - Forum spumanti a Valdobbiadene


Un evento - spettacolo in programma dal 3 al 7 settembre a Valdobbiadene
Il tradizionale Forum spumanti a Valdobbiadene, in programma dal 3 al 7 settembre, quest’anno si presenta più articolato e diffuso sul territorio coinvolgendo il mondo spumantistico nazionale con degustazioni guidate, spettacoli musicali dal vivo, rassegne culturali ed espositive, come quella delle etichette spumantistiche e delle capsule.Il Forum, voluto dal comune di Valdobbiadene, ha luogo grazie all'Alto patronato del Presidente della Repubblica, alla partnership di UniCredit group, al contributo di Regione Veneto, Camera commercio Treviso, Provincia Treviso, al forte sostegno del ministero Politiche agricole, di Ismea e alle collaborazioni dell'Istituto commercio estero - Ice, Ais, Donne del vino, Alma, Porsche Italia e Movimento turismo del vino. Anche il 2009 è l'anno degli Spumanti, dei vini spumanti italiani. I primi 6 mesi dell'anno segnano ancora un incremento di consumi e di apprezzamenti sui mercati esteri (+ 15% in volumi, + 4% in valore rispetto gli stessi mesi del 2008) e esprimono una conferma stazionaria per il mercato nazionale (-2%). Sul mercato nazionale tengono Asti e Prosecco, stasi per il metodo classico. Nei mercati esteri le situazioni sono variabili: segnali di calma nei mercati tedeschi, in Francia e Spagna. Prosegue il trend positivo soprattutto in termini di valore sia sui mercati del nord-Europa ad iniziare dall'Inghilterra (+ 10%) e paesi scandinavi come pure nei paesi emergenti, mantiene le posizioni sul mercato americano. Buone performance si rilevano in sud-America. Le ultime indagini del Forum confermano che le bollicine stanno sostituendo altri vini sulla tavola degli italiani e sono sempre più un vino quotidiano, non più ancorato ai brindisi dell'anniversario o al calice per il dolce a fine pasto. Si confermano l'aperitivo più gettonato, sia puro che come cocktail.

IMPRESAMIA.IT-WEEKEND - Lucca: dentro le mura giardinaggio di qualità


Nona edizione della mostra mercato Murabilia - Mura in fiore, dal 4 al 6 settembre
L’atteso e ormai tradizionale appuntamento d’inizio settembre con il giardinaggio e la botanica, Murabilia - Mura in fiore si svolgerà dal 4 al 6 settembre a Lucca, dove arriveranno visitatori e più di 240 espositori da tutta Italia e dall’estero: oltre a una nutrita partecipazione di vivai francesi e tedeschi, sarà presente per la prima volta una delegazione scozzese. Quindi, a Murabilia aumentano gli espositori e, a voler misurare la temperatura al pubblico di amatori, collezionisti, giardinieri italiani, è destinato a crescere ulteriormente anche il numero dei visitatori. Per dare il giusto spazio alle piante proposte e in previsione del maggiore afflusso di pubblico, la mostra per la prima volta occupa ben tre degli undici baluardi delle cinque-seicentesche mura urbane lucchesi: baluardo S. Regolo (con l’orto botanico, visitabile gratuitamente per l’occasione), baluardo La Libertà e baluardo San Salvatore. In quanto alle piante, a Murabilia 2009 saranno agli onori felci, sedum e le piante “dark”, cioè con vegetazione, fiori e/o frutti scuri. Proprio questo gruppo offrirà lo spettacolo più vistoso e imprevedibile in una misteriosa, e a suo modo “drammatica”, tavolozza di rossi e bruni, tanto cupi da apparire neri, viola, bronzo, rame, porpora.Nell’ottica di gratificare tutti i sensi e fornire stimoli e riflessioni sul mondo del giardino, della botanica, delle arti e delle scienze a loro collegate, Murabilia offrirà al suo pubblico un ricco carnet di conferenze, dibattiti ed eventi collaterali. Una mostra pomologica con centinaia di campioni di frutta di stagione di vecchie varietà (anche da assaggiare), una mostra di bonsai e una mostra di zucche, con il concorso per quella che pesa di più; un concorso anche per gli appassionati di ortaggi strani, rari e fuori standard; una inedita esposizione di felci con oltre cento specie e varietà; la mostra “Comics in green” che, forte della tradizione culturale lucchese, indaga trasversalmente sul rapporto tra fumetti e piante; una esposizione fotografica sugli alberi monumentali d’Italia, con una singolare appendice di 10 tele romagnole di grandi dimensioni, stampate a ruggine, che ritraggono i più vetusti “patriarchi” nazionali; infine, sempre nelle diverse strutture dell’Orto Botanico, la mostra di illustrazione botanica Botalia che, giunta alla quinta edizione, da quest’anno assegna il premio “Città di Lucca: il Panterino”. E a Murabilia ci sarà un premio anche per i giornalisti, denominato “Addosso alla notizia”. Riservato a chi confeziona le notizie per i media quotidiani (carta stampata, radio, televisioni e internet), premierà il più bravo a coinvolgere gli utenti del proprio mezzo di informazione raccontando nei giorni della manifestazione le atmosfere, gli accadimenti, le curiosità, la gioia settembrina di Murabilia 2009.

IMPRESAMIA.IT-FOCUS - Monito Ue all'Italia: no aiuti aziende oltre limiti CO2


Niente aiuti pubblici, cioè di Stato, alle aziende che superano i limiti
Un articolo del Sole 24 ore del 13 agosto ha scatenato in Italia uno strano dibattito che prendeva spunto dalle conclusioni del "Comitato nazionale di gestione e attuazione della direttiva 2003/87 CE" per l'applicazione del Protocollo di Kyoto e che con un bel pò di vittimismo e di orgoglio nazionalista puntava a dimostrare quanto fosse penalizzata l'Italia. Sul tema ha autorevolmente preso posizione, con un'intervista rilasciata all'Apcom, il commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas, che è stato molto chiaro. "Gli impianti italiani che emettono più CO2 di quanto consentano le loro quote gratuite - ha spiegato - non hanno altra scelta che coprire il loro deficit comprando i diritti di emissione sul mercato. Entro il 30 aprile di ogni anno, i gestori degli impianti dovranno restituire le quote relative a tutte le loro emissioni durante l'anno precedente. Per ogni tonnellata di CO2 emessa senza che sia stato restituito in tempo la quota corrispondente, il gestore dell'impianto dovrà pagare un'ammenda di 100 euro".Per l'Unione europea non è quindi consentito nessun aiuto pubblico in quanto equivarrebbe a un aiuto di Stato, che è vietato dalle norme dell'Ue. Per i nuovi entranti, cioè gli impianti che hanno avviato la produzione dopo l'approvazione del Nap, la Commissione ha invece riconosciuto la possibilità che fosse lo Stato ad acquistare una quota di riserva fino a 16,93 milioni di tonnellate di CO2 ma ribadisce che "acquistare quote sul mercato per distribuirle gratuitamente agli altri impianti equivarrebbe a un aiuto di Stato, che sarebbe incompatibile con il diritto Ue della concorrenza nella maggioranza dei casi". "La Commissione Europea ha risposto in maniera inequivocabile al Governo - ha spiegato Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente - le imprese italiane che avranno emesso più CO2 di quanto consentivano le quote assegnate dovranno pagare e non potrà farlo lo Stato al posto loro. Inoltre non è vero che l'Italia sia stata penalizzata nell'assegnazione delle quote, il criterio utilizzato è infatti lo stesso per tutti i Paesi. E i dati della Commissione smentiscono la tesi del Governo sulla maggiore efficienza delle imprese italiane rispetto a quelle degli altri Paesi europei. I dati dicono che il problema dello sforamento riguarda principalmente il settore termoelettrico. Sarebbe invece il momento che il Governo iniziasse ad attuare serie politiche di riduzione della CO2, anziché continuare a dare il via libera a centrali inquinanti e rinviare provvedimenti che aiuterebbero il sistema industriale italiano a recuperare i ritardi. Tutte le obiezioni mosse da coloro che remano contro il protocollo di Kyoto in questo dibattito come quelle che l'Italia è stata penalizzata rispetto agli altri Stati membri nell'assegnazione delle quote o che le industrie italiane sono le più efficienti dal punto di vista energetico, sono state puntualmente smentite dal commissario Ue all'Ambiente, Stavros Dimas. Il nostro Paese può recuperare il ritardo accumulato in questi anni con vantaggi concreti per i cittadini e le imprese puntando con forza sul miglioramento dell'efficienza energetica, e in parallelo sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Insomma facendo semplicemente quel che stanno facendo gli altri Paesi Europei da cui acquistiamo i diritti di emissione"Nel 2008 lo sforamento delle quote assegnate è avvenuto in due settori: termoelettrico e le raffinerie mentre i diversi comparti industriali (cemento, carta, acciaio e altre materie prime essenziali) sono stati sotto i limiti assegnati.Secondo i dati, rispetto alle quote distribuite dal governo con il Piano nazionale delle allocazioni 2008-2012, nel 2008 sono finite in atmosfera 8,9 milioni di tonnellate di CO2 in più, la maggior parte viene dal termoelettrico, che ha emesso 143 MtCO2 contro le 132 allocate."Il carbone continua ad essere una delle principali voci del ritardo rispetto a Kyoto - spiegano gli ambientalisti - Nel 2008 le 12 centrali a carbone italiane hanno sforato di 7,5 milioni di tonnellate di CO2 le quote previste dal Piano nazionale delle allocazioni su un totale di 10,3 milioni emessi in più da tutto il settore termoelettrico. E' evidente che il problema che l'Italia ha rispetto ai limiti fissati dal Nap riguarda principalmente il settore termoelettrico. E' qui che bisognerebbe intervenire per spingere interventi di efficienza e soprattutto premiare le tecnologie che emettono meno. Al contrario il Governo spinge sul carbone e non premia l'innovazione industriale come sta avvenendo negli altri Paesi. Per questo, sottolinea l'associazione ambientalista, è fondamentale che si stabiliscano criteri per l'assegnazione delle quote gratuite che considerino l'efficienza in termini di emissione di CO2 degli impianti. Sarebbe assurdo e inaccettabile che queste quote venissero assegnate a una centrale a carbone come quella di Civitavecchia che, una volta entrata in funzione, da sola emetterà oltre 10 milioni di tonnellate di CO2 l'anno".

IMPRESAMIA.IT-ZOOM - Suggerimenti per la gestione del personale


Non si deve sacrificare il capitale umano che sarà necessario nella ripresa
L’ottimizzazione dei costi rappresenta certamente l’obiettivo principale di ogni azienda in un periodo di crisi: eppure, nonostante questo, il responsabile delle risorse umane (HR) dovrà continuare a valorizzare il bene più prezioso per l’azienda, quel capitale umano che sarà necessario nel periodo della ripresa.Riduzioni del personale, come misura principale per far fronte alla crisi, portano benefici solo nel breve periodo, ma possono avere un impatto molto negativo sull’organizzazione nel lungo periodo. La perdita di talenti e di competenze, nel momento in cui l’economia riprende il suo corso, sono una mancanza difficilmente colmabile e obbligano le aziende a nuovi investimenti in ricerca e formazione.Quindi il dilemma è aiutare le aziende a migliorare i processi volti alla riduzione dei costi, senza rinunciare a risorse talentuose. Le Human Resources dovranno pertanto avvalersi di tecnologie avanzate, quali soluzioni “mash up” di Business Intelligence, che aiutino i dirigenti a coordinarsi meglio con le diverse divisioni aziendali, ottimizzando i processi.“I dipartimenti HR, da meri fornitori di servizi, stanno diventando sempre più veri e propri partner strategici per il business e questa tendenza continuerà per tutto il 2009 - ha dichiarato Luca Saracino, Managing Director di NorthgateArinso Italia - oggi, più che mai, in un panorama economico turbolento, se le aziende vogliono distinguersi, devono saper gestire al meglio le loro risorse interne”.Dall’analisi dei trend che influenzano la gestione delle risorse umane, NorthgateArinso ha identificato nove sfide alle quali i manager HR sono chiamati a rispondere:1. Globalizzazione: se l’azienda opera in contesti globali, le HR devono assicurare la conformità alle diverse leggi ed ai regolamenti internazionali. La sfida della globalizzazione richiede un adeguato supporto IT attraverso un sistema centrale HR integrato.2. Talent Management: la gestione dei talenti non riguarda la semplice assunzione di nuovo personale, ma coinvolge una più ampia strategia di sviluppo del personale già in organico, in grado di salvaguardare gli investimenti.3. Posizionamento: la comunicazione, nel mercato del lavoro, richiede spesso investimenti significativi. L’obiettivo dell’azienda è quello di essere riconosciuta e scelta da candidati ad alto potenziale: per questo, le HR devono trovare il modo migliore per rendere l’azienda ‘appealable’ attraendo quindi una fetta importante di talenti.4. Nuovi modelli di delivery: la globalizzazione richiede oggi informazioni “on demand” ed accessibili da qualunque punto al mondo in modalità self-service. Questo vale tanto per le informazioni HR, quanto per i dati sui clienti. Il modello Software as a Service, per lo più utilizzato in ambito CRM, sarà senz’ombra di dubbio utilizzato dai responsabili HR per soddisfare le richieste degli utenti e snellire i processi aziendali.5. Social innovation: grazie alla tecnologia, lavorare senza orari fissi, da qualsiasi angolo del mondo, è ormai una realtà. La social innovation è necessaria per assicurare, e a volte anche aumentare, la produttività e la partecipazione. Le aziende sono chiamate ad investire attivamente in soluzioni che permettano l’accesso al lavoro anche da remoto.6. Sviluppo della leadership: a seconda dell’incarico, le attività possono essere svolte dal personale interno con l’aiuto di partner o collaboratori esterni. Pertanto, occorre sia conoscere approfonditamente il proprio network, sia allocare un leader per ciascun incarico.7. Ricerca del personale: l’utilizzo di strumenti idonei determina il successo nella ricerca del personale. La ricerca all’esterno dell’azienda non rappresenta però l’unica mansione delle HR, le quali sono chiamate anche a far emergere spiccate capacità di contrattazione. Gli accordi contrattuali sono infatti molto importanti nell’outsourcing, ed una buona gestione degli stessi aiuta le HR a garantire standard elevati a livello di costi-benefici.8. Controllo dei costi: in questo periodo le HR, come tutti gli altri settori dell’azienda, hanno come obiettivo quello di ottimizzare i costi. Poiché non poche aziende hanno spese in eccesso che possono essere facilmente ridotte o eliminate, ogni singola unità di business va analizzato e sottoposto a un giudizio critico. L’HR ha dunque il compito di dimostrare che gli strumenti e i servizi esterni utilizzati, siano idonei a soddisfare le esigenze di business.9. Analisi: le HR sono chiamate ad avere una visione completa dei parametri di misurazione delle performance dello staff, mentre i sistemi HR devono poter offrire i giusti strumenti per la valutazione del personale. In questo momento storico, l’esigenza di una valutazione delle prestazioni del singolo è molto sentita e percepita come elemento differenziante nella politica di gestione del personale. Le HR devono quindi essere in grado di fornire informazioni che supportino le strategie aziendali, diventando così un partner business-oriented.

IMPRESAMIA.IT-FISCO - Irap: rimandato il click day


Mentre l'Agenzia delle Entrate cerca la soluzione tecnica, gli imprenditori bocciano l'idea
Salta la data del 14 settembre per l'istanza telematica che consente di ottenere il rimborso del 10% dell'Irap pagata tra il 2004 e il 2007: lo ha annunciato in una nota, l'Agenzia delle Entrate spiegando che è in via di predisposizione il provvedimento di rinvio della data di attivazione della procedura per la presentazione delle istanze di rimborso. "La proroga si rende necessaria - spiega la nota - per individuare le soluzioni tecniche più idonee". Nel frattempo, Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti hanno bocciato il ''click day'' per il rimborso dell'Irap perché il meccanismo ''iniquo e discriminante'' che ''condiziona l'ordine d'accesso ai fondi stanziati dal Governo alla velocità con cui si pigia un tasto'' e questo ''contrasta, nei fatti, con il diritto al rimborso''. ''Infatti - si legge nel comunicato - o al rimborso, come previsto dalla legge, hanno diritto tutti i contribuenti oppure la modalità di accesso oggi prevista trasforma il diritto in una competizione legata alla pura casualita'''. Secondo le cinque Confederazioni, la formula dell'assegnazione dei fondi in ordine cronologico ''che ha già dimostrato chiari limiti in occasione del ''click day'' sul bonus ricerca e sviluppo (1,62 miliardi di euro bruciati in 37 secondi), deve essere necessariamente sostituita con una modalità differente. Per giungere a questo obbiettivo, se necessario, si dovra' anche procedere alla sospensione del termine del 14 settembre per l'invio delle domande''. ''Fermo restando - conclude il comunicato - che, una volta valutata l'entità globale dei rimborsi richiesti, il Legislatore provveda, se necessario, al rapido rifinanziamento dell'intervento, l'ipotesi indicata dalle Confederazioni è quella di prevedere, in ogni caso, il rimborso in modo proporzionale, sulla base dello stanziamento già effettuato, a tutti i contribuenti che presentano correttamente l'istanza nel lasso temporale stabilito''.

IMPRESAMIA.IT-RICERCA - L'agricoltura è tra le priorità


Vecchioni: grazie al ministro Gelmini per aver accolto le nostre indicazioni
Il ministro dell’Istruzione e della Ricerca, Mariastella Gelmini, ha mantenuto la promessa fatta al Seminario “Scienza e agricoltura” (nella foto) organizzato il 15 luglio scorso da Confagricoltura quando, su sollecitazione del presidente Federico Vecchioni, il ministro aveva assicurato il massimo interessamento al settore primario nel piano sulla ricerca. In quell’occasione l’on. Gelmini ha anche invitato Confagricoltura al Tavolo che sarà l’elemento di collegamento tra Istituzioni, Università, Enti di ricerca.Ora la bozza del Piano nazionale che traccia il percorso della Ricerca in Italia da qui al 2013 indica tra le sette priorità del Paese: “Lo sviluppo di un’agricoltura più produttiva, ecologicamente sostenibile e rispondente alle nuove conoscenze dieta-salute”.Di assoluta e piena soddisfazione il commento del presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni: “Ringrazio il ministro Gelmini per aver accolto le nostre indicazioni con tanta puntuale sensibilità. L’agricoltura è un motore dell’economia e il suo obiettivo più prossimo è quello di aumentare la produttività in modo sostenibile. Per farlo servono regole e politiche trasparenti basate sui risultati della ricerca scientifica. In un Paese come l’Italia, a grande vocazione di prodotti tipici, l’agricoltura deve essere sempre più professionalizzata salvaguardando al contempo l’approccio tradizionale basato sul legame con il territorio. Le due anime possono e devono coesistere, perché non sono in contrasto, bensì complementari”.“I risultati della ricerca scientifica – prosegue Vecchioni - ci dicono che il settore agricolo è in grado di soddisfare un’importante serie di domande strategiche: dall’alimentazione umana e animale, alle bioenergie, addentrandosi nel nuovo campo dei biomateriali, che sicuramente avrà un grande sviluppo. Senza contare il contributo alla riduzione dei gas serra, la sfida dei biocarburanti è solo all’inizio e si gioca sulla sostenibilità ambientale delle coltivazioni, ma anche sulla complementarietà con gli utilizzi alimentari, due destinazioni produttive che non devono essere in concorrenza”.Infine l’aspetto occupazionale: “L’Italia ha il minor numero di persone sotto i 35 anni che lavora in agricoltura nell’intero contesto europeo, un dato – sottolinea il presidente di Confagricoltura - che può essere radicalmente modificato perché il settore non è mai stato tanto attrattivo come oggi, proprio perché, oltre alla produzione di cibo, offre la possibilità di misurarsi su terreni come le bioenergie e i biomateriali, con un contributo fondamentale alla lotta contro i cambiamenti climatici. Ma l’agricoltura potrà restare un settore competitivo e trainante solo a patto che si continui a investire in ricerca e a sviluppare nuove tecnologie”.

IMPRESAMIA.IT-UE - Barroso propone partenariato al Parlamento


Un partenariato per il progresso e per il conseguimento di ambiziosi obiettivi
Il presidente della Commissione europea José Barroso (nella foto) ha presentato i suoi orientamenti politici per il prossimo mandato prima delle riunioni che i vari gruppi politici del Parlamento europeo terranno tra il 7 e il 9 settembre 2009: nel documento, quindi, sono esposti gli obiettivi e le idee ai quali dovrebbe ispirarsi un partenariato politico tra la Commissione europea e il Parlamento europeo. "Nell'attuale interdipendenza mondiale, l'Europa si trova di fronte ad ardue scelte - ha affermato Barroso - o lavoriamo insieme per essere all'altezza delle sfide o ci condanniamo noi stessi a divenire irrilevanti. Raddoppierò i miei sforzi per realizzare un'Europa ambiziosa, un'Europa che ponga i popoli al centro della sua agenda politica e che proietti nel mondo i valori e gli interessi europei, un'Europa - ha precisato - che sviluppi nuove fonti di crescita e che prosegua nell'oculata regolamentazione di validi mercati che operino a favore dei popoli, un'Europa di libertà e di solidarietà." Il presidente della Commissione ha aggiunto: "In stretto contatto con il Parlamento, intendo agire per un'Europa prospera, sicura e sostenibile, che si sviluppi sulle forti basi del mercato interno dell'UE allargata, dell'euro e del nostro modello sociale europeo."Pubblichiamo quì di seguito stralci del documento.- L'Europa in cui crede il presidente Barroso"Stiamo attraversando un periodo molto diverso dai precedenti. Ciò di cui l'Europa ha bisogno è un programma di lavoro all'insegna del cambiamento. Soltanto lavorando insieme saremo in grado di riunire la massa critica necessaria. L'Europa si trova di fronte a una scelta: o diamo vita con uno sforzo collettivo al nuovo ordine o l'Europa dovrà rassegnarsi a perdere importanza."- Le prospettive future"Il mio primo mandato era incentrato sul consolidamento dell'Europa a 27. L'Unione allargata ci dà l'opportunità di utilizzare al meglio il nostro raggio d'azione e la nostra forza. Ora siamo in grado di procedere con convinzione e determinazione per raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi."- Le priorità in una prospettiva di più lungo periodo: una visione per l'UE del 202 0"Dobbiamo rivedere l'attuale strategia di Lisbona per adattarla al periodo post 2010, trasformandola in una strategia di convergenza e coordinamento basata su questa visione integrata dell'UE nel 2020. A tal fine, occorre agire tanto nell'immediato quanto nel lungo termine:riuscendo a superare la crisi,assumendo un ruolo guida nella lotta al cambiamento climatico,sviluppando nuovi fattori di crescita sostenibile e di coesione sociale,facendo progredire un'Europa dei popoli,dando il via a una nuova era per l'Europa globale."- Per superare la crisi"Attualmente l'obiettivo prioritario è quello di continuare a sostenere la domanda e arginare l'aumento della disoccupazione. Ciò significa attuare in modo vigoroso il programma europeo di ripresa economica, mantenere bassi i tassi d'interesse e far uso della nostra disciplina degli aiuti pubblici per sostenere i governi nei loro sforzi volti a rilanciare l'attività economica senza che ciò comporti ripercussioni negative per altri Stati membri. Anche se è troppo presto per revocare questi provvedimenti di stimolo e sostegno all'economia ed al settore finanziario, occorre elaborare una strategia volta a porvi termine.""Sotto la mia guida la Commissione si avvarrà dell'intera panoplia di possibilità offerte dal trattato per rafforzare la convergenza degli obiettivi e la coerenza degli effetti della politica economica, specialmente nell'area dell'euro. Un maggiore coordinamento è fondamentale per attuare con successo una strategia di superamento della crisi economica . " "L'Europa deve uscire dall'attuale crisi, fiduciosa di disporre di un sistema finanziario più etico, solido e responsabile."- Per assumere un ruolo guida nella lotta al cambiamento climatico"La crisi economica e finanziaria e le prove scientifiche del cambiamento climatico ci mostrano la necessità di investire di più nella sostenibilità. L'obiettivo non è soltanto quello di fare ciò che è giusto per il futuro del pianeta: investire nelle nuove tecnologie a bassa emissione di carbonio può recare enormi benefici all’Europa in termini di crescita e occupazione. La lotta al cambiamento climatico e la spinta verso un’economia verde offrono immense opportunità e rafforzeranno la nostra sicurezza energetica.""Possiamo ottenere il cosiddetto « vantaggio del primo arrivato » sfruttando il potenziale delle attività, dei servizi e delle tecnologie ecocompatibili presenti nell’UE, promuovendone l'adozione da parte delle imprese, in particolare delle PMI, e mettendo a punto il quadro normativo adeguato. Una base industriale ammodernata, che sia in grado di utilizzare e produrre tecnologie rispettose dell’ambiente e che sfrutti il potenziale di efficienza energetica, rappresenta la premessa indispensabile per la crescita sostenibile in Europa.""La prossima Commissione deve continuare a mirare verso un'economia a bassa emissione di carbonio, puntando in particolare alla decarbonizzazione dell'approvvigionamento di elettricità e del settore dei trasporti – di tutti i trasporti, compresi quelli marittimi e aerei – nonché alla costruzione di automobili pulite ed elettriche."- Per sviluppare nuove fonti di crescita e di coesione sociale"Non possiamo contare per sempre su stimoli a breve termine. Dovranno emergere nuove fonti di crescita, che siano veramente sostenibili.""Perché l’UE possa cavalcare l'onda del cambiamento e rimanere una sede attraente per l’industria nel 2020, dobbiamo adottare un approccio del tutto nuovo alla politica industriale sostenendo l’industria, spostando l’accento sulla sostenibilità, sull’innovazione e sulle qualifiche necessarie per mantenere l’industria europea competitiva sui mercati mondiali. Mi sono impegnato a favore di una politica che continui a liberare le imprese dalle inutili pastoie amministrative e a conferire loro la sicurezza giuridica di cui hanno bisogno per realizzare investimenti a lungo termine.""La prossima Commissione deve portare la politica europea della ricerca a compiere un salto qualitativo e far sì che essa diventi uno dei motori del nostro sviluppo sostenibile."- Un piano di occupazione per un ambiente di lavoro in mutamento"Occorre garantire la permanenza, all’interno di un nuovo approccio, dei valori fondamentali di inclusione, equità e giustizia sociale. Non permetteremo che vengano messi a repentaglio diritti sociali di base quali il diritto di associazione o il diritto di sciopero, che sono fondamentali per il modello europeo di società. Anche se la globalizzazione esercita una forte pressione sulla nostra competitività, non dobbiamo mai rispondere abbassando i nostri standard, ma dobbiamo piuttosto convincere altri partner ad adottare standard analoghi, per il loro stesso benessere, e continuare a promuovere condizioni di lavoro dignitose e altri standard in ogni parte del mondo."- I mercati globali"Per la futura competitività dell'Europa l'apertura è di importanza fondamentale, non solo per una questione di scelta politica, ma perché è nel nostro stesso interesse, in quanto principali esportatori a livello mondiale.""Dobbiamo riuscire a combinare in modo più efficace le diverse componenti della nostra politica economica esterna, così che facendo leva sul nostro soft power, sul nostro potere morbido, conseguiamo risultati solidi per le imprese dell'UE e per i suoi cittadini. L'interesse europeo deve essere promosso in modo coerente e deciso."- Le reti del futuro"La prossima Commissione svilupperà un'agenda europea del digitale (accompagnata da un programma legislativo mirato) che avrà l'obiettivo di affrontare i principali ostacoli che si oppongono ad un effettivo mercato unico digitale, di promuovere gli investimenti nell'Internet ad alta velocità e di evitare un inaccettabile divario digitale.""Uno dei prossimi grandi progetti europei è quello di dotare l'Europa di una nuova superrete europea per l'elettricità e il gas."- L'avvio di una nuova era per l'Europa globale"Se ratificato, il trattato di Lisbona ci fornirà gli strumenti per dare il via a una nuova era nella proiezione degli interessi dell'UE a livello planetario.""Mi impegno a far sì che la Commissione, in quanto elemento trainante di tante politiche esterne di fondamentale importanza, non si lasci sfuggire l'opportunità di conferire all'Europa il peso che merita sulla scena mondiale. A questo stadio, non dobbiamo considerare le relazioni esterne come un « contenitore » separato, ma come parte integrante di un processo volto a conseguire i nostri obiettivi di politica interna."- I mezzi per conseguire tali ambiziosi obiettivi"Dovremo procedere a una riforma radicale del bilancio dell'UE.""Dobbiamo instaurare una collaborazione più stretta e creativa con la Banca europea per gli investimenti e col settore privato.""La Commissione proporrà altresì un nuovo quadro per i partenariati pubblico-privato onde contribuire a riunire fonti di finanziamento diverse per massimizzare gli investimenti negli anni a venire."( ndr - José Manuel Barroso è presidente della Commissione europea dal 2004. Dopo le elezioni del Parlamento europeo del 4-7 giugno 2009, il Consiglio europeo ha deciso all'unanimità di rinnovare il mandato del presidente Barroso per un altro quinquennio).